Il regime francese di protezione sociale III - Pensione

2018

In Francia la pensione di base è integrata, per i dipendenti del settore privato, da pensioni complementari obbligatorie ARRCO-AGIRC, ugualmente basate sul meccanismo della ripartizione.

A - Regime di base

Le pensioni di base del regime generale sono erogate dai seguenti enti:

  • le casse (regionali) di assicurazione per la pensione e di salute sul lavoro (CARSAT),
  • la cassa regionale di assicurazione malattia d'Île-de-France – CRAMIF (nella regione parigina),
  • le casse generali di sicurezza sociale – CGSS (nei dipartimenti francesi d'oltremare),
  • la CSS a Mayotte.

1 - Diritto dell'assicurato

a) Età pensionabile

In Francia una persona può andare in pensione quando ha compiuto l'età pensionabile. La riforma pensionistica del 2010 ha innalzato progressivamente tale età di due anni.

  • Età pensionabile: 62 anni*.

L'interessato non è tenuto a formulare la domanda al compimento di tale età: può ottenere una maggiorazione della pensione (bonus) continuando a lavorare dopo l'età pensionabile e oltre l'anzianità assicurativa prevista per ottenere la liquidazione della pensione ad aliquota piena.

  • Età pensionabile con pensione ad aliquota piena: 67 anni* (età pensionabile + 5 anni).

* per le persone nate dal 1° gennaio 1955 in poi

Il prepensionamento è possibile in caso di handicap, lunga carriera o gravosità del lavoro.

b) Calcolo della pensione (carriera solo nel regime generale)

L'importo della pensione dipende da tre elementi:

  • stipendio di base o stipendio medio annuo (SAM): lo stipendio medio annuo rappresenta gli stipendi (rivalutati) sui quali sono stati versati i contributi. Lo stipendio medio annuo è calcolato sulla base dei 25 anni migliori della carriera;
  • tasso di liquidazione: l'aliquota massima del 50% è modificata da un coefficiente di minorazione determinato in funzione del numero di trimestri mancanti per usufruire dell'aliquota piena, prendendo in considerazione l'anzianità assicurativa e l'età; viene scelto l'importo più favorevole per l'interessato. L'aliquota minima è fissata al 37,5% ;
  • anzianità assicurativa, compresi i periodi equiparati, che permette di determinare l'aliquota di liquidazione della pensione tra l'età pensionabile e l'età di attribuzione automatica dell'aliquota piena (tra i 62 e i 67 anni per gli assicurati nati dopo il 1° gennaio 1955). L'aliquota piena del 50% è data dall'anzianità assicurativa (tra i 166 e i 172 trimestri, a seconda dell'anno di nascita), dall'età (67 anni per gli assicurati nati dal 1° luglio 1955 in poi) o dall'appartenenza ad una specifica categoria (inabili al lavoro, reduci e prigionieri di guerra, operaie madri di famiglia che abbiano allevato tre o più figli).

La determinazione dell'aliquota di liquidazione della pensione dipende dall'anzianità assicurativa, la quale include i periodi convalidati a titolo di contributi nei vari regimi di base in vigore sul territorio francese (articolo L. 351–1 CSS) e i periodi assimilati a periodi assicurativi. Si tratta di periodi d'assenza dal lavoro per: malattia, maternità, invalidità, infortunio sul lavoro, servizio militare, disoccupazione, ecc.

Periodi lavorativi compiuti all'estero:

I periodi di attività lavorativa compiuti all'estero in uno Stato legato alla Francia da un accordo di sicurezza sociale possono, a determinate condizioni, essere contabilizzati per determinare l'aliquota di liquidazione della pensione.

Nell'ambito della sola normativa francese, i periodi di attività lavorativa compiuti all'estero prima del 1° aprile 1983 che possono, o avrebbero potuto, essere riscattati, sono inclusi nel calcolo in quanto periodi equiparati per determinare l'aliquota di liquidazione della pensione a partire dall'età pensionabile (articolo R. 351-4 del codice della Sécurité Sociale).

L'anzianità assicurativa rappresenta l'anzianità assicurativa reale nel regime pensionistico (periodi contributivi e periodi assimilati). Nel corso delle riforme, l'anzianità assicurativa richiesta per ottenere l'aliquota piena della pensione è aumentata progressivamente per corrispondere a 166 trimestri per gli assicurati nati tra il 1955 e il 1957. L'anzianità assicurativa richiesta aumenta ancora di un trimestre per ogni fascia di 3 generazioni, fino a raggiungere i 172 trimestri per i nati nel 1973 e dopo.

Per esempio, per un assicurato nato nel 1955, la formula di calcolo della pensione sarà:

  • Stipendio medio annuo (25 anni migliori) X aliquota (tra il 37,5 e il 50%) X anzianità assicurativa nel regime generale / 166 trimestri (anzianità assicurativa massima contabilizzata a seconda della generazione).
La pensione anticipata

È possibile andare in pensione prima dell'età pensionabile senza l'applicazione del coefficiente di minorazione, nei seguenti casi:

  • Pensione per gravosità del lavoro, che offre, fra l'altro, la possibilità di anticipare il pensionamento fino a un massimo di due anni rispetto all'età pensionabile (ovvero 60 anni invece di 62). Infatti, 8 trimestri possono essere accreditati a colui che accumuli punti sul conto gravosità del lavoro per l'esposizione a uno o più fattori di rischio professionale su un dato periodo.

Il conto personale di prevenzione della gravosità del lavoro (C3P), introdotto nel 2015, è stato modificato dall'ordinanza n. 2017-1389 del 22 settembre 2017. Si chiama ormai conto professionale di prevenzione (C2P) e prevede ora solo 6 fattori di esposizione (10 precedentemente).

  • Pensione per lunga carriera, che offre la possibilità di andare in pensione a 60 anni o prima a condizione di aver maturato un'anzianità assicurativa minima e un'anzianità contributiva e di aver iniziato a lavorare molto giovani. I requisiti di anzianità assicurativa variano a seconda dell'anno di nascita, dell'età al pensionamento e dell'età all'inizio dell'attività lavorativa.
  • Pensione per handicap, che consente all'assicurato di andare in pensione tra i 55 e i 59 anni, a condizione di poter dimostrare un'incapacità permanente di almeno il 50 % o di essere stato riconosciuto lavoratore disabile prima del 31 dicembre 2015 e di aver maturato una determinata anzianità assicurativa (di cui una minima parte ha portato a contributi per attività lavorativa) per il periodo di handicap. I requisiti di anzianità assicurativa variano a seconda dell'anno di nascita e dell'età prevista di pensionamento.
La pensione ad aliquota minorata (decurtazione)

A coloro che chiedono la liquidazione della pensione di vecchiaia senza aver maturato l'anzianità necessaria per ottenere una pensione ad aliquota piena, viene applicata una decurtazione o un'aliquota minorata. Il coefficiente di minorazione è calcolato in funzione del numero di trimestri mancanti e della generazione alla quale appartiene il lavoratore: l'1,625 % per i nati nel 1950, l'1,5 % per i nati nel 1951, l'1,375 % per i nati nel 1952 e l'1,25 % per i nati nel 1953 o dopo (pari a una diminuzione dello 0,625 per ogni trimestre mancante). La definizione della pensione con applicazione della decurtazione è definitiva.

Bonus della pensione

Le persone che, avendo maturato l'anzianità assicurativa richiesta - a seconda dell'anno di nascita - per ottenere la liquidazione della pensione ad aliquota piena, continuino a lavorare dopo l'età legale di liquidazione della pensione (tra i 60 e i 62 anni, a seconda dell'anno di nascita), godono di una maggiorazione di pensione. Tali provvedimenti vengono applicati dal 1° gennaio 2004, con aliquote diverse a seconda del momento in cui sono stati maturati tali periodi. Per i periodi posteriori al 1°gennaio 2009 l'aliquota di maggiorazione è fissata all'1,25 per ogni trimestre supplementare.

c) Maggiorazione dell'anzianità assicurativa

Maggiorazione per figli

I genitori possono usufruire della maggiorazione dell'anzianità assicurativa fino a 8 trimestri per ogni figlio:

  • 4 trimestri a titolo di maternità (90 giorni di indennità giornaliere convalidano un trimestre) o di adozione,
  • 4 trimestri a titolo di educazione del figlio, durante i 4 anni successivi alla nascita o all'adozione.

Per i figli nati dopo il 1° gennaio 2010 i trimestri di maggiorazione per adozione ed educazione possono essere spartiti tra i genitori, i quali hanno la possibilità di dichiarare il beneficiario delle maggiorazioni o la divisione dei trimestri tra di loro entro i 6 mesi dal quarto compleanno o dal quarto anniversario d'adozione.

Per allevare un figlio gravemente disabile, beneficiario di assegno per l'educazione del figlio disabile (AEEH), può essere concessa una maggiorazione al massimo di 8 trimestri.

Posticipazione della data di pensionamento

L'assicurato può aver compiuto l'età pensionabile ad aliquota piena (tra i 65 e i 67 anni in base all'anno di nascita) ma non aver maturato l'anzianità assicurativa richiesta per ottenere una pensione ad aliquota piena (nell'insieme dei regimi di base): può aumentare l'anzianità assicurativa posticipando oltre tale età la data di pensionamento (continuando o meno a svolgere un'attività lavorativa). L'anzianità assicurativa sarà allora maggiorata del 2,5% per ogni trimestre posticipato.

d) Maggiorazione dell'importo della pensione

  • Maggiorazione per figli : colui che abbia allevato tre figli per almeno nove anni prima del loro 16° compleanno usufruisce di una maggiorazione del 10% dell'importo della pensione di vecchiaia. La maggiorazione per figli è concessa a ciascun genitore titolare di una pensione.
  • La maggiorazione per coniuge a carico non è più attribuita dal 1° gennaio 2011. Per le persone che ne usufruivano prima del 31 dicembre 2010 e che posseggono ancora i requisiti per l'attribuzione essa continua ad essere erogata (€ 609,80 / anno) .
  • La maggiorazione per l'assistenza di terzi è erogata ai titolari di una pensione di vecchiaia sostituitasi ad una pensione d'invalidità ed ai titolari di pensione di vecchiaia per inabilità al lavoro, o revisionata per inabilità al lavoro, che posseggano i requisiti per la maggiorazione prima dell'età di acquisizione dell'aliquota piena (ovvero tra i 65 e i 67 anni, a seconda dell'anno di nascita). Per ottenere questa maggiorazione deve essere necessaria l'assistenza di terzi per l'espletamento degli atti della vita quotidiana. Dal 1° aprile 2018 l'importo non può inferiore a € 1.118,57 al mese.

e) Importo minimo e massimo della pensione

  • Assegno di solidarietà agli anziani (ASPA): assegno differenziale erogato a determinate condizioni di reddito che permette di innalzare tale reddito fino ad un tetto pari a € 833 al mese per una persona sola.
  • Minimo contributivo, erogato agli assicurati che abbiano versato contributi su redditi bassi e soddisfino i requisiti per l'accesso ad una pensione ad aliquota piena. L'importo è fissato a € 7.615,94 l'anno, ovvero € 634,66 al mese, cui possono aggiungersi integrazioni legate all'anzianità assicurativa o ad altri fattori. In ogni caso, il minimo non può innalzare l'importo totale delle pensioni dirette (di base o integrative) al di sopra di un dato importo (€ 1.160,04).

L'importo della pensione di base non può oltrepassare il 50 % del tetto della Sécurité Sociale francese (€ 1.655,50 al mese nel 2018).

f) Multipensionati: la definizione unica dei regimi pensionistici “allineati” (Lura), cioè che hanno le stesse regole di calcolo del regime generale

In vigore dal 1° luglio 2017, la Lura non si applica:

  • agli assicurati che abbiano già ottenuto prima di tale data una delle loro pensioni dello stesso tipo in uno dei regimi pensionistici “allineati”,
  • ai coltivatori diretti, ai liberi professionisti, ai regimi pensionistici speciali che non fanno parte dei regimi “allineati”,
  • alle persone nate prima del 1953.

La riforma delle pensioni del 20 gennaio 2014 ha instaurato il dispositivo della definizione unica delle pensioni (Lura) per le persone che abbiano appartenuto ad almeno due dei seguenti regimi pensionistici detti “allineati”:

  • il regime generale dei dipendenti (RG),
  • il regime dei dipendenti agricoli (SA),
  • il regime degli autonomi (artigiani, commercianti, industriali).

La Lura permette a tali persone, chiamate anche “multipensionati”, di fare una sola domanda di pensionamento e di ricevere una sola pensione (invece di molte come succedeva prima).

L'assicurato può chiedere la pensione a uno qualunque degli enti presso i quali ha versato contributi, i quali enti si scambiano gli elementi necessari all'istruzione della pratica e al calcolo della pensione.

Il regime pensionistico competente per il calcolo e l'erogazione della pensione è, in linea di principio, l'ultimo al quale l'assicurato era iscritto. Tuttavia, derogano a tale principio delle regole di priorità: per esempio, se l'assicurato era iscritto, per ultimo e contemporaneamente, a due regimi “allineati”, oppure se era appartenuto per ultimo ad un regime pensionistico non incluso nel sistema “Lura”.

La pensione viene in seguito calcolata da tale regime competente, in funzione delle modalità e regole di liquidazione che gli sono proprie.

Formula di calcolo:

  • Pensione = Reddito medio annuo X aliquota X anzianità assicurativa maturata / anzianità assicurativa massima contabilizzata.
  • Reddito medio annuo: somma degli stipendi e redditi medi dei 25 anni migliori, nell'insieme dei regimi pensionistici allineati. Tale somma non deve eccedere l'importo del tetto annuo della Sécurité Sociale francese in vigore durante l'anno considerato.
  • Aliquota: tra 37,5 e 50%. Quando l'aliquota è determinata in funzione dell'anzianità assicurativa, si tiene conto sia dell'anzianità assicurativa che dei periodi equiparati maturati nei regimi allineati interessati oltreché negli altri regimi obbligatori presso i quali l'assicurato è stato iscritto. Il numero di trimestri maturati nei suddetti regimi non può essere superiore a 4 per ogni anno civile.
  • Anzianità assicurativa maturata: insieme dei trimestri maturati nei regimi pensionistici allineati interessati.

2 - Diritti dei superstiti

Sia le pensioni di reversibilità che l'assegno di vedovanza vengono erogati dai seguenti enti:

  • casse (regionali) di assicurazione per la pensione e di salute sul lavoro (CARSAT),
  • cassa regionale di assicurazione malattia d'Île-de-France – CRAMIF (nella regione parigina),
  • casse generali di sicurezza sociale – CGSS (nei dipartimenti francesi d'oltremare),
  • CSS a Mayotte.

a) Pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità è destinata ai coniugi o agli ex coniugi superstiti. La sua attribuzione non è automatica ma subordinata a requisiti anagrafici e reddituali.

  • il coniuge superstite o l'ex coniuge divorziato devono avere compiuto 55 anni (51 anni se la morte è sopraggiunta prima del 1° gennaio 2009).
  • I suoi redditi personali e quelli del nuovo nucleo familiare in caso di nuovo matrimonio, di PACS [Patto Civile di Solidarietà] o di convivenza more uxorio non devono oltrepassare un determinato tetto.

L'importo della pensione di reversibilità non può superare il 54% dell'importo della pensione percepita dall'assicurato o che l'assicurato avrebbe potuto avere.

Se il coniuge morto si era sposato più volte, la pensione di reversibilità viene divisa fra i coniugi superstiti in misura proporzionale agli anni di matrimonio.

Qualora il coniuge superstite abbia a carico almeno un figlio di età inferiore ai sedici anni, può venire attribuita una maggiorazione per figlio a carico pari a € 96,30 al mese.

Inoltre, l'importo della pensione è maggiorato del 10% se il titolare ha allevato almeno tre figli.

Il beneficiario che, avendo maturato l'età richiesta per la pensione ad aliquota piena, abbia fatto valere il proprio diritto ad una pensione, può godere di una maggiorazione dell'11,1 % dell'importo della pensione di reversibilità a condizione che il totale delle pensioni non superi € 860,08 al mese.

b) Assegno di vedovanza

L'assegno di vedovanza può essere erogato per due anni ad ogni persona di età inferiore ai 55 anni i cui redditi personali siano inferiori a € 759,43 al mese e il cui coniuge abbia versato contributi all'assicurazione vecchiaia per almeno 3 mesi (consecutivi o meno) durante l'anno precedente la morte.

L'importo dell'assegno ammonta a € 607,54 al mese.

Maggiori informazioni, sito dell'Assicurazione Pensione.

c) Orfani

La pensione di base del regime generale non prevede pensioni per orfani. Ne esistono, tuttavia, nell'ambito del regime pensionistico complementare e in certi regimi spéciali.

B - Regimi pensionistici complementari obbligatori

Le pensioni complementari dei dipendenti sono gestite da istituti di pensioni complementari e da federazioni che raggruppano tali istituti.

La pensione complementare è obbligatoria per tutti i dipendenti assoggettati, a titolo obbligatorio, all'assicurazione vecchiaia del regime generale della sicurezza sociale, o della mutualità sociale agricola o del regime minerario.

Per i dipendenti del settore privato, essa è gestita da :

  • l'ARRCO (Associazione per il regime pensionistico complementare dei subordinati) per l'insieme dei dipendenti (quadro e non)
  • e l'AGIRC (Associazione generale degli istituti pensionistici del personale quadro) per i quadri.

1 - Contributi

Il personale non quadro versa contributi sulla totalità del proprio reddito entro il limite di tre volte il tetto mensile della Sécurité Sociale presso il regime dell'ARRCO.

Il personale quadro, d'altro canto, versa contributi:

  • fino all'importo del massimale mensile della Sécurité Sociale presso il regime ARRCO
  • e, al di sopra di questo massimale, sulla totalità della retribuzione entro il limite di otto volte il massimale, presso il regime AGIRC.

In tali regimi pensionistici integrativi, l'importo della pensione sarà calcolato grazie a un sistema di punti acquisiti.

2 - Acquisizione dei punti

Ogni anno l'importo dei contributi versati in relazione ad uno stipendio o ad un reddito di riferimento viene convertito in punti, a seconda del valore di acquisto unitario del punto applicabile all'esercizio in questione.

L'aliquota contributiva corrisponde all'aliquota di acquisizione dei punti moltiplicata per 125 %. La differenza tra l'aliquota d'acquisizione e l'aliquota contributiva contribuisce al finanziamento dei sistemi previdenziali. (Vedasi aliquote e massimali contributivi di sicurezza sociale)

Oltre ai punti acquisiti tramite contributi, i punti possono essere attribuiti senza versamento di contributi, ovvero:

  • periodi lavorativi anteriori all'applicazione del regime pensionistico,
  • periodi di inabilità al lavoro di durata superiore ai 60 giorni consecutivi per i quali l'interessato ha percepito indennità giornaliere per malattia, maternità o per infortuni sul lavoro,
  • periodi di percezione di una pensione d'invalidità,
  • periodi di percezione di indennità di disoccupazione.

3 - Definizione della pensione

La pensione erogata all'assicurato sarà calcolata in base al numero di punti acquisiti durante tutta la carriera professionale e all'età di pensionamento.

Età

In entrambi i regimi pensionistici la normale età di pensionamento è fissata tra i 65 e i 67 anni, a seconda dell'anno di nascita. Tuttavia, è possibile chiedere la liquidazione anticipata dei diritti a pensione (tra i 55 e i 57 anni in base all'anno di nascita), con l'applicazione di un coefficiente di anticipazione.

Peraltro, quando l'interessato ottiene la liquidazione della pensione di base ad aliquota piena può usufruire della pensione complementare senza applicazione del coefficiente di anticipazione.

Importo

In questi sistemi a punti, l'importo della pensione è proporzionale ai redditi da lavoro dell'insieme della carriera e non solo, come nel regime di base, ai redditi dei 25 anni migliori.

L'importo della pensione si ottiene moltiplicando il numero di punti acquisiti per il valore del punto al momento della liquidazione della pensione.

Valore dei punti il 1° novembre 2017

  • 1 punto ARRCO = € 1,2513
  • 1 punto AGIRC = € 0,4352
Maggiorazione per figli

Quando il titolare ha o ha avuto figli, l'importo della pensione può essere aumentato a determinate condizioni:

  • maggiorazione del 5 % per ogni figlio a carico d'età inferiore ai 18 anni o ai 25 anni per studenti, apprendisti o disoccupati, nei regimi ARRCO e AGIRC.
  • Maggiorazione per aver allevato tre o più figli: il 10 % della pensione sulla parte della carriera posteriore al 2011; per la parte della carriera anteriore al 2011 l'importo della maggiorazione dipende dal regime di appartenenza.

4 - Superstiti

Entrambi i regimi pensionistici comprendono pensioni per vedovi, vedove ed orfani.

Coniuge superstite

Il coniuge superstite o l'ex coniuge superstite, non risposato, può usufruire di una pensione di reversibilità:

  • senza requisiti anagrafici se al momento della morte dell'assicurato ha due figli a carico oppure è invalido,
  • dai 55 anni in poi nel regime ARRCO,
  • dai 60 anni in poi – o 55 anni con detrazione – nel regime AGIRC.

L'importo della pensione ammonta al 60 % dei diritti acquisiti nel regime dal coniuge deceduto.

Orfani

Nel regime ARRCO l'orfano di entrambi i genitori può percepire una pensione del defunto:

  • se ha meno di 21 anni alla data della morte del primo genitore,
  • o se ha meno di 25 anni ed è a carico dell'ultimo genitore al momento del decesso,
  • oppure, oltre i 25 anni, se è stato riconosciuto invalido prima dei 21 anni.

Importi: il 50% dei diritti del genitore deceduto per la pensione ARRCO e il 30% per la pensione AGIRC.

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