Il regime francese di protezione sociale III - Pensione

2016

In Francia la pensione di base è integrata da pensioni complementari obbligatorie, ugualmente basate sul meccanismo della ripartizione: ARRCO per tutti i dipendenti e AGIRC per i dipendenti quadro.

A - Regime di base

Ente di erogazione:

Le pensioni di base del regime generale sono erogate dai seguenti enti:

  • le casse (regionali) di assicurazione per la pensione e di salute sul lavoro (CARSAT),
  • la cassa regionale di assicurazione malattia d'Île de France - CRAMIF (nella regione parigina)
  • le casse generali di sicurezza sociale - CGSS (nei dipartimenti francesi d'oltremare)
  • la CSS a Mayotte.

La legge sulla riforma delle pensioni del 2010 prevede di posticipare l'età pensionabile per le generazioni nate dal 1° luglio 1951 in poi, posticipazione accelerata dalla legge di finanziamento della sicurezza sociale per il 2012. L'età pensionabile è stata innalzata a 62 ans per le persone nate dal 1955 in poi. Contemporaneamente, l'età di attribuzione automatica dell'aliquota piena (età pensionabile + 5 anni) è stata innalzata a 67 anni per i nati dal 1° gennaio 1955 in poi.
Il prepensionamento è possibile in caso di grande handicap, lunga carriera o gravosità del lavoro.

1 - Diritto dell'assicurato

L'età necessaria per chiedere la liquidazione della pensione di vecchiaia è fissata a 62 anni per i nati dal 1° gennaio 1955 in poi. Rimane a 60 anni per i nati prima del 1° luglio 1951 e aumenta di 4 mesi all'anno per i nati tra il 1° luglio 1951 e il 31 dicembre 1951, poi di 5 mesi per ogni anno per le generazioni successive.

L'interessato non è tenuto a formulare la domanda al compimento dell'età pensionabile. L'assicurato che continui a lavorare dopo l'età pensionabile e oltre l'anzianità assicurativa richiesta, in relazione all'anno di nascita, per ottenere la liquidazione della pensione ad aliquota piena, può ottenere una maggiorazione della pensione (bonus).

a) Calcolo della pensione

L'importo della pensione dipende da tre elementi:

  • stipendio di base o stipendio medio annuo (SAM): lo stipendio medio annuo rappresenta gli stipendi (rivalutati) sui quali sono stati versati i contributi. A partire dal 1° gennaio 2008, per tutti gli assicurati nati dopo il 1947 lo stipendio medio annuo è calcolato sulla base dei 25 anni migliori della carriera;
  • aliquota di liquidazione: l'aliquota massima del 50 % è modificata da un coefficiente di minorazione determinato in funzione del numero di trimestri mancanti per usufruire dell'aliquota piena, prendendo in considerazione l'anzianità assicurativa e l'età; viene scelto l'importo più favorevole per l'interessato. L'aliquota minima è fissata al 37,5 % per gli assicurati nati nel 1953 et dopo.
  • anzianità assicurativa che permette di determinare, con l'aggiunta dei periodi equiparati, l'aliquota di liquidazione della pensione tra l'età pensionabile e l'età di attribuzione automatica dell'aliquota piena (tra i 62 e i 67 anni per gli assicurati nati dopo il 1° gennaio 1955). L'aliquota piena del 50% è data dall'anzianità assicurativa (tra i 160 e i 172 trimestri, a seconda dell'anno di nascita), dall'età (67 anni per gli assicurati nati dal 1° luglio 1955 in poi) o dall'appartenenza ad una specifica categoria (inabili al lavoro, reduci e prigionieri di guerra, operaie madri di famiglia che abbiano allevato tre o più figli).

La determinazione dell'aliquota di liquidazione della pensione dipende dall'anzianità assicurativa, la quale include i periodi convalidati a titolo di contributi nei vari regimi di base in vigore sul territorio francese (articolo L 351 – 1 CSS) e i periodi assimilati a periodi assicurativi. Ovvero i periodi d'assenza dal lavoro per: malattia, maternità, invalidità, infortunio sul lavoro, servizio militare, disoccupazione, ecc.

La donna assicurata gode di una maggiorazione dell'anzianità assicurativa fino a 8 trimestri per ogni figlio (4 per la maternità o l'adozione, 4 per l'educazione). Per i bambini nati dopo il 1° gennaio 2010, tale maggiorazione è lasciata alla libera scelta della coppia vista l'incidenza, sulla carriera, dell'educazione del figlio nei 4 anni successivi alla nascita o adozione. D'altra parte, la durata effettiva del congedo parentale di educazione è, all'occorrenza, convalidata gratuitamente per il padre. Inoltre, per allevare un figlio gravemente handicappato beneficiario di assegno per educazione speciale (AEEH) può essere concessa una maggiorazione dell'anzianità assicurativa, al massimo di otto trimestri.

Periodi lavorativi compiuti all'estero :

I periodi di attività lavorativa compiuti all'estero in uno Stato legato alla Francia da un accordo di sicurezza sociale possono, a determinate condizioni, essere contabilizzati per determinare l'aliquota di liquidazione della pensione.

Nell'ambito della sola normativa francese, i periodi di attività lavorativa compiuti all'estero prima del 1° aprile 1983 che possono, o avrebbero potuto, essere riscattati, sono inclusi nel calcolo in quanto periodi equiparati per determinare l'aliquota di liquidazione della pensione a partire dall'età pensionabile (articolo R. 351-4 del codice della Sécurité Sociale).

L'anzianità assicurativa rappresenta l'anzianità assicurativa reale nel regime pensionistico (periodi contributivi e periodi assimilati). Nel corso delle riforme, l'anzianità assicurativa richiesta per ottenere l'aliquota piena della pensione è aumentata progressivamente per corrispondere a:

  • 150 trimestri per i nati nel 1943 o prima
  • 160 per i nati prima del 1948.
  • Per le generazioni successive, l'anzianità assicurativa aumenta di un trimestre per ogni generazione fino ai 165 per gli assicurati nati nel 1953 e nel 1954, e poi 166 per i nati da 1955 al 1957. L'anzianità assicurativa richiesta aumenta ancora di un trimestre per ogni fascia di 3 generazioni, fino a raggiungere i 172 trimestri per i nati nel 1973 e dopo.

Per esempio, per un assicurato nato nel 1952, la formula di calcolo della pensione sarà:

  • Stipendio di base X aliquota X anzianità assicurativa nel regime generale/164 (trimestri).
La pensione anticipata

È possibile andare in pensione prima dell'età pensionabile senza l'applicazione del coefficiente di minorazione, nei seguenti casi:

  • Pensione per gravosità del lavoro, che offre la possibilità di anticipare il pensionamento fino a un massimo di due anni rispetto all'età pensionabile (ovvero 60 anni invece di 62). Infatti, 8 trimestri possono essere accreditati a colui che accumuli punti per l'esposizione a uno o più fattori di rischio professionale su un dato periodo. Il conto gravosità del lavoro è aperto dal 1° gennaio 2015 ai dipendenti esposti a determinati fattori; dal luglio 2016 verranno presi in considerazione altri fattori. Per informarsi sul conto di prevenzioni gravosità del lavoro: www.preventionpenibilite.fr
  • Pensione per lunga carriera, che offre la possibilità di andare in pensione a 60 anni o prima a condizione di aver maturato un'anzianità assicurativa minima e un'anzianità contributiva e di aver iniziato a lavorare da molto giovane. I requisiti di anzianità assicurativa variano a seconda dell'anno di nascita, dell'età al pensionamento e dell'età all'inizio dell'attività lavorativa.
  • Pensione per handicap, che consente all'assicurato di andare in pensione tra i 55 e i 59 anni, a condizione di poter dimostrare un'incapacità permanente di almeno il 50 % o di essere riconosciuto lavoratore disabile prima del 31 dicembre 2015 e di aver maturato una determinata anzianità assicurativa (di cui una minima parte ha portato a contributi per attività lavorativa) per il periodo di handicap. I requisiti di anzianità assicurativa variano a seconda dell'anno di nascita e dell'età prevista di pensionamento.
La pensione ad aliquota minorata

A coloro che chiedono la liquidazione della pensione di vecchiaia senza aver maturato l'anzianità necessaria per ottenere una pensione ad aliquota piena, viene applicata una decurtazione o un'aliquota minorata. Il coefficiente di minorazione è calcolato in funzione del numero di trimestri mancanti e della generazione alla quale appartiene il lavoratore. l'1,625 % per i nati nel 1950, l'1,5 % per i nati nel 1951, l'1,375 % per i nati nel 1952 e l'1,25 % per i nati nel 1953 o dopo. La definizione della pensione con applicazione della decurtazione è definitiva.

Bonus della pensione

Le persone che, avendo maturato l'anzianità assicurativa richiesta - a seconda dell'anno di nascita - per ottenere la liquidazione della pensione ad aliquota piena, continuino a lavorare dopo l'età legale di liquidazione della pensione (tra i 60 e i 62 anni, a seconda dell'anno di nascita), godono di una maggiorazione di pensione. Tali provvedimenti vengono applicati dal 1° gennaio 2004, con aliquote diverse a seconda del momento in cui sono stati maturati tali periodi. Per i periodi posteriori al 1°gennaio 2009 l'aliquota di maggiorazione è fissata all'1,25 per ogni trimestre supplementare.

L'assicurato che, avendo maturato il diritto alla pensione ad aliquota piena a prescindere dall'anzianità assicurativa (tra i 65 e i 67 anni), non abbia maturato, nell'insieme dei regimi di base, l'anzianità assicurativa richiesta in base all'anno di nascita e continui ad esercitare un'attività lavorativa, usufruisce di una maggiorazione di detta anzianità assicurativa del 2,5% per ogni trimestre contributivo supplementare versato dopo l'età alla quale può accedere all'aliquota piena.

b) Maggiorazione dell'importo della pensione

La pensione può subire varie maggiorazioni.

Maggiorazione per figli:

Colui che abbia allevato tre figli per almeno nove anni prima del loro 16° compleanno usufruisce di una maggiorazione del 10% dell'importo della pensione di vecchiaia. La maggiorazione per figli è concessa a ciascun genitore titolare di una pensione.

Maggiorazione per coniuge a carico:

La maggiorazione per coniuge a carico non è più attribuita dal 1° gennaio 2011. Essa continua ad essere erogata per le persone che ne usufruivano prima del 31 dicembre 2010 et che posseggono ancora i requisiti per l'attribuzione. L'importo annuo della maggiorazione è di € 609,80.

Maggiorazione per l'assistenza di terzi:

La maggiorazione per l'assistenza di terzi è erogata ai titolari di una pensione di vecchiaia sostituitasi ad una pensione d'invalidità ed ai titolari di pensione di vecchiaia per inabilità al lavoro, o revisionata per inabilità al lavoro, che posseggano i requisiti per il diritto alla maggiorazione prima dell'età di acquisizione dell'aliquota piena (ovvero tra i 65 e i 67 anni, a seconda dell'anno di nascita). Per ottenere questa maggiorazione deve essere necessaria l'assistenza di terzi per l'espletamento degli atti della vita quotidiana. L'importo è fissato, dal 1° aprile 2014, a € 13 236,98 all'anno.

c) Importo minimo e massimo della pensione

  • Assegno di solidarietà agli anziani (ASPA): assegno differenziale erogato a determinate condizioni di reddito che permette di innalzare tale reddito fino ad un tetto pari a € 800 al mese per una persona sola.
  • Minimo contributivo, erogato agli assicurati che abbiano versato contributi su redditi bassi e che soddisfino i requisiti per l'accesso ad una pensione ad aliquota piena. L'importo è fissato a € 7 555,54 l'anno, ovvero € 629,63 al mese, cui possono aggiungersi integrazioni legate all'anzianità assicurativa o ad altri fattori. In ogni caso, il minimo non può innalzare l'importo totale delle pensioni dirette (di base o integrative) al di sopra di un dato importo (euro 1.135,73).

L'importo della pensione di base non può oltrepassare il 50 % del tetto della Sécurité Sociale francese (€ 1.609 al mese nel 2016).

2 - Diritti dei superstiti

Sia la pensione di reversibilità che l'assegno di vedovanza vengono erogati dai seguenti enti:

  • le casse (regionali) di assicurazione per la pensione e di salute sul lavoro (CARSAT),
  • la cassa regionale di assicurazione malattia d'Île de France - CRAMIF (nella regione parigina)
  • le casse generali di sicurezza sociale - CGSS (nei dipartimenti francesi d'oltremare)
  • la CSS a Mayotte.

La riforma delle pensioni prevedeva l'abrogazione progressiva, dal 1° luglio 2004, dell'assegno di vedovanza, e l'accesso alla pensione di reversibilità a prescindere dalla durata del matrimonio e poi, a partire dal 2011, senza requisiti d'età. La legge di finanziamento della sicurezza sociale per il 2009 ha rivisto la riforma del 2004 e reintrodotto un requisito d'età per la pensione di reversibilità (55 anni). Peraltro, la legge n. 2010-1330 del 9 novembre 2010 di riforma delle pensioni ha reintrodotto l'assegno di vedovanza.

a) Pensione di reversibilità

L'attribuzione delle pensioni di reversibilità ai coniugi superstiti o agli ex coniugi superstiti non è automatica: è subordinata ad alcune condizioni legate al reddito e all'età.

Può accedere alla pensione di reversibilità il coniuge superstite, o l'ex coniuge divorziato, che abbia compiuto i 55 anni e non disponga di risorse superiori ad un determinato tetto. Le risorse prese in considerazione sono i redditi personali e quelli del nuovo nucleo familiare in caso di nuovo matrimonio, di PACS [Patto Civile di Solidarietà] o di convivenza more uxorio. Se la morte è sopraggiunta prima del 1° gennaio 2009 si ha diritto alla pensione di reversibilità a 51 anni, a titolo dei diritti acquisiti.

L'importo della pensione di reversibilità non può superare il 54% dell'importo della pensione percepita dall'assicurato o che l'assicurato avrebbe potuto richiedere.

Se il coniuge morto si era sposato più volte, la pensione di reversibilità viene divisa fra i coniugi superstiti in misura proporzionale agli anni di matrimonio.

Qualora il coniuge superstite abbia a carico almeno un figlio di età inferiore ai sedici anni, può venire attribuita una maggiorazione per figlio a carico pari a € 96,30 al mese.

Inoltre, l'importo della pensione è maggiorato del 10% se il titolare ha allevato almeno tre figli.

Il beneficiario che, avendo maturato l'età richiesta per la pensione ad aliquota piena, abbia fatto valere il proprio diritto ad una pensione, può godere di una maggiorazione dell'11,1 % dell'importo della pensione di reversibilità a condizione che il totale delle pensioni non superi un determinato tetto (€ 853,25 al mese).

b) Assegno di vedovanza

A determinate condizioni, l'assegno di vedovanza garantisce al coniuge superstite dell'assicurato deceduto il beneficio di un assegno per consentirgli d'inserirsi o di reinserirsi nella vita professionale. Esso è erogato, in via temporanea, ad ogni persona di età inferiore ai 55 anni e che non disponga di redditi personali superiori a un dato importo (€ 2.260,27 per trimestre). L'importo mensile dell'assegno è pari a € 602,73.

Affinché il coniuge superstite possa accedere all'assegno di vedovanza, occorre che l'assicurato deceduto abbia maturato almeno tre mesi di contributi, consecutivi o meno, all'assicurazione vecchiaia nel corso dell'anno precedente il suo decesso.

Maggiori informazioni, sito dell'Assurance retraite.

c) Orfani

La pensione di base del regime generale non prevede pensioni per orfani. Ne esistono, tuttavia, nell'ambito del regime pensionistico complementare e in certi regimi pensionistici speciali.

B - Regimi pensionistici complementari obbligatori

Le pensioni complementari dei dipendenti sono gestite da istituti di pensioni complementari e da federazioni che raggruppano tali istituti.

La pensione complementare è obbligatoria per tutti i dipendenti assoggettati, a titolo obbligatorio, all'assicurazione vecchiaia del regime generale della sicurezza sociale, o della mutualità sociale agricola o del regime minerario. Per i dipendenti del settore privato, essa è gestita dall'ARRCO (Associazione per il regime pensionistico complementare dei subordinati) per l'insieme dei dipendenti (quadro e non) e dall'AGIRC (Associazione generale degli istituti pensionistici del personale quadro) per i quadri.

Le pensioni complementari vengono calcolate in "punti". Ogni anno l'importo dei contributi versati in relazione ad un salario o ad un reddito di riferimento viene convertito in punti, a seconda del valore di acquisto unitario del punto applicabile all'esercizio in questione.

La pensione erogata all'assicurato sarà calcolata in base al numero di punti acquisiti durante tutta la carriera professionale e all'età di pensionamento. Per calcolare l'importo della pensione occorre moltiplicare il numero di punti acquisiti per il valore del punto al momento della liquidazione della pensione. In questi sistemi a punti, l'importo della pensione è proporzionale ai redditi da lavoro dell'insieme della carriera e non solo, come nel regime di base, ai redditi dei 25 anni migliori.

Il personale non quadro versa contributi sulla totalità del proprio reddito entro il limite di tre volte il massimale della sicurezza sociale presso il regime dell'ARRCO. Il personale quadro, d'altro canto, versa contributi fino all'importo del massimale della Sécurité Sociale presso il regime ARRCO e, al di sopra di questo massimale, sulla totalità della retribuzione entro il limite di otto volte il massimale, presso il regime AGIRC.

L'aliquota contributiva corrisponde all'aliquota di acquisizione dei punti moltiplicata per 125 %. La differenza tra l'aliquota d'acquisizione e l'aliquota contributiva contribuisce al finanziamento dei sistemi pensionistici.

Età

In entrambi i regimi pensionistici la normale età di pensionamento è fissata tra i 65 e i 67 anni, a seconda dell'anno di nascita. Tuttavia, è possibile chiedere la liquidazione anticipata dei diritti a pensione (tra i 55 e i 57 anni), in base all'anno di nascita, con l'applicazione di un coefficiente di anticipazione.

Peraltro, quando l'interessato ottiene la liquidazione della pensione di base ad aliquota piena può usufruire della pensione complementare senza applicazione del coefficiente di anticipazione.

Importo

Per la determinazione dei punti, vengono presi in considerazione i punti attribuiti con versamento di contributi ma anche i punti attribuiti senza versamento di contributi. Si tratta di periodi lavorativi anteriori all'applicazione del regime pensionistico, dei periodi di incapacità al lavoro di durata superiore ai 60 giorni consecutivi per i quali l'interessato ha goduto di indennità giornaliere dell'assicurazione malattia/maternità o dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Vale lo stesso se l'interessato era titolare di pensione d'invalidità. I periodi di indennità di disoccupazione danno ugualmente diritto a punti di pensionamento.

Valore annuo del punto al 1° aprile 2015:

  • ARRCO € 1,2513,
  • AGIRC € 0,4352

Maggiorazioni per carichi di famiglia

Quando il titolare ha o ha avuto figli, l'importo della pensione può essere aumentato a determinate condizioni:

  • maggiorazione del 5 % per ogni figlio a carico d'età inferiore ai 18 anni o ai 25 anni per studenti, apprendisti o disoccupati, nei regimi ARRCO e AGIRC.
  • Maggiorazione per aver allevato tre o più figli: il 10 % della pensione sulla parte della carriera posteriore al 2011; per la parte della carriera anteriore al 2011 l'importo della maggiorazione dipende dal regime di appartenenza. La maggiorazione non può superare € 1 031,15 all'anno per il regime ARRCO e € 1 028,12 per il regime AGIRC (al 1° avril 2015). Non c'è tetto massimo per i nati prima del 2 agosto 1951.

Superstiti

Entrambi i regimi pensionistici comprendono pensioni per vedovi, vedove ed orfani.

Coniuge superstite

Il coniuge superstite o l'ex coniuge superstite, non risposato, può usufruire di una pensione di reversibilità:

  • in entrambi i regimi, a prescindere dall'età se, al momento della morte, l'assicurato lascia due figli a carico di età inferiore ai 21 anni (regime AGIRC) o inferiore ai 25 anni (regime ARRC0); oppure se il coniuge superstite è invalido,
  • dai 55 anni in poi nel regime ARRCO
  • dai 60 anni in poi – o 55 anni con detrazione – nel regime AGIRC

L'importo della pensione ammonta al 60% dei diritti acquisiti dall'ex dipendente.

Orfani

Nel regime ARRCO, l'orfano di padre e di madre può avere una pensione complementare se ha meno di 21 anni alla data del decesso dell'ultimo genitore, o, se ha meno di 25 anni, se è a carico dell'ultimo genitore al momento del decesso, oppure, oltre i 25 anni, se è stato riconosciuto invalido prima dei 21 anni.

L'importo della pensione di orfano è fissato al 50% dei diritti acquisiti dall'ex dipendente per ogni orfano.

Nel regime AGIRC, l'orfano di padre e di madre può ottenere una pensione fino all'età di 21 anni. Se l'orfano era invalido prima di compiere i 21 anni riceve una pensione non subordinata a requisiti d'età.

L'importo della pensione è pari al 30% dei diritti acquisiti dai genitori nel regime.

Per maggiori informazioni, sito dell'AGIRC ARRCO.