Il regime francese di protezione sociale I - Settore malattia, maternità, paternità, invalidità, decesso

2016

A - Assicurazione malattia, maternità e paternità

Assicurazione malattia

Le prestazioni dell'assicurazione malattia, maternità e paternità sono concesse dalle casse primarie di assicurazione malattia (CPAM) nella Francia europea ("metropolitana") e dalle casse generali di sicurezza sociale (CGSS) nei dipartimenti francesi d'oltremare.

Dal 1° gennaio 2016 la protezione sanitaria universale (Puma - Protection universelle maladie) copre le spese sanitarie (in precedenza chiamate "prestazioni in natura") a chiunque:

  • svolga un'attività lavorativa, o
  • abbia la residenza in Francia (comprese la Guadalupa, la Guyana, la Riunione, San Bartolomep e San Martino) da almeno 3 mesi, in modo stabile e regolare.

Prima di tale data l'assistenza sanitaria era subordinata o al versamento di un certo importo di contributi o ad un numero d'ore di lavoro per ogni periodo di riferimento.

Con l'introduzione della Puma, viene soppressa la Copertura malattia universale (CMU), istituita nel 1999 per le persone prive di qualsiasi requisito per accedere alla copertura del regime obbligatorio di assicurazione malattia.

Per maturare il diritto alle prestazioni economiche (indennità giornaliere in caso di interruzione del lavoro per malattia) l'assicurato deve aver lavorato 150 ore durante i tre mesi precedenti l'interruzione del lavoro (oppure aver versato contributi su una retribuzione almeno pari a 1.015 volte lo SMIC orario durante i 6 mesi che precedono l'interruzione del lavoro). Oltre i sei mesi di malattia, l'assicurato deve aver lavorato almeno 600 ore durante gli ultimi 12 mesi, oppure aver versato contributi su una retribuzione almeno pari a 2.030 volte lo SMIC orario prima dell'interruzione del lavoro. È richiesta, inoltre, un'anzianità assicurativa di almeno un anno.
Coloro che non lavorano usufruiscono ugualmente di un'assistenza sanitaria

se dimostrano di avere la residenza in Francia (comprese la Guadalupa, la Guyana, la Riunione, San Bartolomep e San Martino) da almeno 3 mesi, in modo stabile e regolare. A seconda dei redditi che hanno, tali persone sono soggette o meno al contributo Puma.

L'assicurazione malattia gestisce l'erogazione dell'assistenza sanitaria (sotto forma di rimborso delle spese sanitarie sostenute) per gli assicurati e i loro familiari e l'erogazione delle prestazioni economiche (indennità giornaliere di malattia in caso di incapacità lavorativa temporanea) per l'assicurato.

1 - Spese sanitarie

Ambito d'applicazione:

"Carte Vitale"

La Carte vitale è una tessera elettronica che attesta il diritto alle prestazioni sanitarie. Attribuita ad ogni persona che abbia compiuto i 16 anni, essa contiene tutte le informazioni amministrative necessarie alla cassa di assicurazione malattia per procedere al rimborso delle cure.
La "carte vitale" contiene, inoltre, i dati che consentono, a seconda della situazione, di usufruire del "terzo pagante" (sistema che permette di non anticipare le somme di denaro, che saranno poi rimborsate o dall'assicurazione malattia oppure dall'assicurazione sanitaria integrativa, per la parte che rimane a carico del paziente dopo il rimborso da parte della Sécurité Sociale).
Dietro richiesta dei genitori, i ragazzi dai 12 anni in su possono ottenere una "carte vitale".

Le spese sanitarie coprono le spese mediche e paramediche e le spese farmaceutiche, d'apparecchiatura e di ricovero ospitaliero. Possono usufruire di queste prestazioni non solo lo stesso assicurato ma anche i suoi familiari ("aventi causa") non iscritti personalmente ad un regime di sicurezza sociale.

Con l'introduzione della protezione sanitaria universale (Puma) il 1° gennaio 2016, scompare la nozione di "aventi causa" per le persone maggiorenni, anche se sono senza attività lavorativa. Solo i minorenni continuano ad avere lo statuto di "aventi causa", che termina entro il 30 settembre dell'anno del loro diciottesimo compleanno, che siano o meno studenti, purché non svolgano nessuna attività lavorativa.

I minorenni di età superiore ai 16 anni, tuttavia, possono chiedere di essere assicurati personalmente.

Estensione della protezione:

a) Cure senza ri covero

Ogni paziente di età superiore ai 16 anni deve scegliere un medico curante che l'orienti nel percorso di cure e coordini la scheda medica individuale. Queste misure non riguardano i minori di 16 anni. Può essere medico curante il medico di medicina generale o lo specialista, basta che accetti di assumere tale funzione. È possibile cambiare medico curante, facendo una nuova dichiarazione alla cassa di assicurazione malattia.

Il medico curante provvede all'aggiornamento della scheda medica, prescrive gli esami medici complementari o orienta verso un servizio ospedaliero o un altro professionista della salute (massaggiatore-fisioterapista, infermiere...). Tutti gli atti medici compiuti o raccomandati dal medico curante saranno rimborsati secondo l'aliquota normale poiché l'interessato è nel percorso di cure coordinate.

Se, invece, il paziente non ha dichiarato nessun medico curante o se consulta direttamente un medico specialista, non è più nel percorso di cure coordinate: sarà rimborsato di meno e l'importo che rimarrà a suo carico sarà più elevato che se fosse passato dal medico curante.
In caso di emergenza medica, d'assenza del medico curante o del suo sostituto, di allontanamento dal domicilio, il paziente può consultare un altro medico. Inoltre, ginecologi, oculisti e psichiatri possono essere consultati direttamente senza passare dal medico curante. In ogni caso, il medico consultato preciserà sul modulo per il rimborso (la feuille de soins) la procedura da applicare nella data situazione.

Di norma, una frazione della spesa rimane a carico dell'assicurato: si tratta del "ticket moderatore"; alcuni casi però prevedono l'esenzione del ticket, come le donne incinte oltre i sei mesi di gravidanza e le patologie croniche. Una visita dal medico nell'ambito delle cure coordinate è rimborsata al 70%;

La parte che rimane da pagare è maggiore se il paziente si trova fuori del percorso di cure.
Oltre al ticket, rimane a carico del paziente un certo numero di contribuzioni. Il forfait per atti di notevole entità, la partecipazione forfettaria e la franchigia medica.

Forfait per atti di notevole entità: per gli atti di maggiore entità la cui tariffa sia superiore o uguale a € 120 è prevista una partecipazione forfettaria di € 18 a carico del paziente. Si tratta degli atti espletati presso studi medici o istituti sanitari. Alcuni atti non comportano questa partecipazione; inoltre, ne sono esonerate le persone che usufruiscono di un rimborso totale per le loro condizioni di salute. [Vedasi b) Cure con ricovero]

A partire dal 1° gennaio 2005 è richiesta una partecipazione di un euro per ogni consultazione o atto compiuto da un medico, oltreché per gli esami radiologici o le analisi di laboratorio. Tale partecipazione non può superare i 4 euro per un medesimo professionista o un medesimo laboratorio. ed è limitata a 50 euro per anno civile.

Dal 1° gennaio 2008 c'è, inoltre, una franchigia medica sugli atti compiuti da ausiliari sanitari al di fuori del ricovero ospedaliero, su farmaci e spese di trasporto. La franchigia è fissata a euro 0,50 per ogni confezione di medicinali e ogni atto paramedico, e a euro 2 per il trasporto sanitario. Essa non può superare un tetto massimo: il limite annuo è fissato a euro 50 a persona per l'insieme degli atti, e il limite giornaliero è di 2 euro per gli atti paramedici e di 4 euro per le spese di trasporto.

Il contributo per ogni atto medico e la franchigia non riguardano i minori di 18 anni, le donne incinte oltre i sei mesi di gravidanza e i beneficiari della CMU complementare.

Affinché il rimborso delle spese sostenute dagli assicurati corrisponda alle loro spese reali (tenendo conto del ticket) e le casse non si trovino a dover rimborsare onorari medici sui quali non hanno controllo, gli enti di assicurazione malattia, i medici e gli ausiliari medici sono vincolati da convenzioni nazionali.

A seconda del settore d'attività del medico, il rimborso può essere diverso:

  • il medico di settore 1, che aderisce totalmente alla convenzione e rispetta le tariffe fissate nella convenzione concordata con l'assicurazione malattia;
  • il medico di settore 2, che fissa liberamente i propri onorari;

Inoltre, i medici hanno la possibilità di richiedere onorari superiori alla tariffa convenzionata quando ricevono un paziente che non è stato indirizzato loro dal medico curante o che si trova al di fuori del percorso di cure.

Farmaci

I farmaci vengono rilasciati dietro ricetta medica. Per essere coperti dall'assistenza sanitaria essi devono figurare nell'elenco dei farmaci rimborsabili. Per alcune specialità il rimborso viene calcolato servendosi di un forfait determinato in base al prezzo dei farmaci generici meno cari.
La quota di rimborso dei farmaci varia tra il 100 % e il 15% a seconda che siano riconosciuti più o meno efficaci dal punto di vista medico.

Se il paziente presenta la "carte vitale" e non rifiuta i farmaci generici che gli vengono proposti, quando essi esistono, il farmacista gli può applicare il sistema del "terzo pagante", evitandogli così di anticipare le spese mediche e lascandogli da pagare solo la parte che non è coperta dall'assicurazione malattia.

b) Cure con ricovero

La Sécurité Sociale, il sistema francese di protezione sociale, partecipa alle spese occasionate dal ricovero dell'assicurato o dei suoi familiari. La copertura comprende l'insieme delle prestazioni erogate dall'ospedale: onorari medici e chirurgici corrispondenti agli atti compiuti nel corso della degenza, farmaci, esami, interventi, ecc.

Non rientrano nell'ambito dell'assistenza sanitaria alcuni supplementi di comfort come camera individuale, telefono, televisione...

In caso di ricovero in un istituto pubblico o in una clinica privata convenzionata le spese di ricovero sono coperte all'80%. Il paziente deve pagare il 20% delle spese di ricovero, cui si aggiunge un forfait giornaliero di € 18 per ogni giorni di degenza.

In alcuni casi o per certi tipi di pazienti, la copertura è pari al100%:

  • dal 31° giorno di degenza,
  • donne incinte che hanno bisogno di essere ricoverate dal 4° mese di gravidanza,
  • ricovero in seguito ad infortunio sul lavoro o malattia professionale,
  • ricovero legato a patologia cronica,
  • beneficiari della CMU complementare o dell'assistenza sanitaria di Stato (aide médicale d'Etat / AME)...

Deve allora pagare anche il forfait di importo pari a € 18 per ogni giorno di ricovero (€ 13,50 in psichiatria), nonché la partecipazione forfettaria di € 18 prevista per gli atti di notevole entità (cioè la cui tariffa è pari o superiore a € 120). Tale partecipazione si applica una volta sola per ogni ricovero ospedaliero, anche se durante la degenza sono stati compiuti più atti di tale tipo. Tuttavia, alcune persone possono essere esonerate dall'uno o l'altro forfait o entrambi (i beneficiari della copertura malattia universale complementare CMU-C, le persone affette da patologie croniche o da malattie professionali, le vittime di infortuni sul lavoro e le donne incinte dal sesto mese di gravidanza in poi).

Attenzione:

Alcuni istituti possono richiedere onorari superiori alla tariffa convenzionata: in quanto tali non saranno coperti dall'assicurazione malattia. Per informarsi sulle tariffe e i rimborsi praticati e trovare quindi un istituto adatto si può consultare il sito "Annuaire santé".

Al momento dell'ingresso del malato in un istituto di cura, viene inviata una richiesta di copertura alla cassa d'appartenenza. È allora applicato il sistema del "terzo pagante". La cassa paga direttamente l'istituto e il paziente corrisponde solo la parte delle spese che gli spetta: ticket moderatore, forfait giornaliero, forfait per atti di notevole entità.

c) Spese di trasporto

Le spese di trasporto possono essere incluse nella copertura se sono oggetto di un'impegnativa.

L'impegnativa è necessaria per il rimborso nei seguenti casi:

  • Trasporto legato ad un ricovero, indipendentemente dalla durata,
  • Trasporto legato a patologia cronica (ALD) se lo stato di salute del malato non gli permette di spostarsi con i propri mezzi,
  • Trasporto relativo ad infortunio sul lavoro o malattia professionale,
  • Trasporto in ambulanza nel caso lo stato di salute richieda la posizione distesa,
  • Trasporto relativo a controllo normativo (convocazione da parte di accertamento sanitario, di perito medico o di fornitore di apparecchiature abilitato).

Anche se prescritti da un medico, i seguenti trasporti sono rimborsati solo previo accordo dell'Ufficio medico dell'Assicurazione malattia:

  • Trasporto su lunga distanza, ovvero più di 150 km per la sola andata,
  • Trasporto in serie (almeno 4 volte un percorso di più di 50 km all'andata, su un periodo di 2 mesi, per una stessa cura),
  • Trasporto di bambini ed adolescenti ospitati in centri di azione medico sociale precoce (CAMSP) e in centri medico psicopedagogici (CMPP),
  • Trasporto in aereo o nave di linea regolare.

Di solito le spese di trasporto sono rimborsate al 65%. Rimane a carico del paziente il 35%, cui si aggiunge la franchigia di euro 2 per percorso, entro il limite di euro 4 al giorno e di euro 50 all'anno.

Copertura complementare

Allo scopo di coprire la parte di spese sanitarie non rimborsata dal regime di base obbligatorio, coloro che non godano di copertura integrativa collettiva grazie all'attività lavorativa svolta possono contrarre un'assicurazione complementare presso una società assicurativa mutualistica di tipo "mutuelle", presso un istituto di previdenza complementare o una compagnia di assicurazioni.

Coloro che abbiano un reddito basso possono usufruire gratuitamente della copertura malattia universale complementare (CMU-C) che consente di essere coperti al 100%.

Le persone i cui redditi superino di poco il tetto fissato per aver diritto alla CMU-C possono usufruire di un sussidio per finanziare in parte un'assicurazione integrativa. L'importo del sussidio varia in funzione dell'età del beneficiario.

2 - Prestazioni economiche

a) Indennità giornaliere

In caso di incapacità lavorativa, il medico deve rilasciare un certificato di malattia. Le indennità giornaliere sono erogate solo a partire dal quarto giorno di sospensione del lavoro.

L'importo dell'indennità giornaliera è pari al 50% della retribuzione degli ultimi tre mesi entro il limite di 1/91,25° della retribuzione trimestrale con tetto pari a 1,8 volte lo SMIC, e pari a 2/3 a partire dal 31° giorno di sospensione nel caso il paziente abbia tre figli a carico, entro il limite di euro 1/547,50 di 1,8 volte lo SMIC (massimali al 1° gennaio 2016: € 43,40 e € 57,86 nel secondo caso).

Per le patologie croniche, l'indennità giornaliera può essere corrisposta per un periodo massimo di tre anni, da data a data, per ogni patologia. Per le altre patologie, il numero massimo d'indennità giornaliere per un periodo di tre anni è fissato a 360.

b) Indennità giornaliera di accompagnamento di persona in fin di vita

Prestazione erogata all'assicurato che gode di un congedo di solidarietà familiare o l'ha trasformato in periodo di lavoro part-time per occuparsi di una persona in fin di vita: un familiare (ascendente, discendente, fratello, sorella) o una persona di fiducia.

Quando l'interessato sospende la propria attività, l'indennità è erogata per 21 giorni ed è pari a € 55,15 al giorno. Se l'interessato riduce l'attività lavorativa part-time, il numero massimo di indennità giornaliere sale a 42 e il suo importo è ridotto di metà ovvero € 27,58 (importi invariati dal 1° aprile 2014).

  • Maggiori informazioni sulle prestazioni, sito ameli.

Assicurazione maternità e paternità

Le prestazioni dell'assicurazione per maternità e paternità sono concesse dalle casse primarie di assicurazione malattia (CPAM) per la Francia europea ("metropolitana") e dalle casse generali di sicurezza sociale (CGSS) nei dipartimenti francesi d'oltremare.

L'assicurazione maternità e paternità fornisce l'assistenza sanitaria per le necessità connesse alla gravidanza e al parto, oltreché le prestazioni economiche durante l'astensione dal lavoro della madre prima e dopo il parto, durante il congedo di adozione della madre e/o del padre e durante il congedo di paternità del padre.

1 - Assistenza sanitaria per maternità

Hanno diritto alle prestazioni in natura non solo la donna assicurata a titolo personale, ma anche la moglie, la figlia, la nuora dell'assicurato.

L'interessata deve informare prima possibile la cassa primaria e sottoporsi a vari esami pre-partum e post-partum obbligatori.

L'accesso alle prestazioni, determinato in rapporto alla data presunta d'inizio della gravidanza, o, se non è conferito a questa data, alla data del riposo prenatale, è subordinato agli stessi requisiti dell'assicurazione malattia.

L'assicurazione maternità copre al 100% gli esami obbligatori connessi alla gravidanza (visite prenatali obbligatorie, sedute di preparazione alla nascita, esami complementari di laboratorio). Inoltre, dal 1° giorno del 6° mese di gravidanza fino al 12° giorno di puerperio, tutte le spese sanitarie sono coperte al 100%, che siano o meno connesse alla gravidanza. L'interessata è esonerata anche dalla partecipazione forfettaria di un euro e dalla franchigia medica su farmaci, atti paramedici e trasporti.

2 - Prestazioni economiche

Le prestazioni in denaro sono corrisposte a condizione di cessare ogni attività lavorativa subordinata. Accanto alle prestazioni economiche dell'assicurazione maternità erogate alla lavoratrice dipendente durante l'astensione dal lavoro prima e dopo il parto ci sono anche prestazioni erogate al padre a titolo di congedo di paternità. Infine, in caso d'adozione l'indennità giornaliera di riposo può essere divisa tra il padre e la madre. Per ottenere tali prestazioni, l'assicurato/a, oltre a dover soddisfare i requisiti contributivi o di ore di lavoro previsti per ottenere le prestazioni economiche dell'assicurazione malattia, deve aver maturato dieci mesi d'immatricolazione alla data presunta del parto o alla data dell'ingresso del bambino in famiglia.

L'interessata è tenuta a prendere almeno 8 settimane di riposo, ma ha diritto a 16 settimane di riposo (in linea di principio, 6 settimane prima della data presunta del parto e 10 settimane dopo); in caso di gravidanza patologica, prima del parto possono essere concesse 2 settimane supplementari. La lavoratrice dipendente può, previo parere favorevole del medico che segue la gravidanza, chiedere di posticipare una parte dell'astensione prima del parto al periodo successivo.
Per l'arrivo del terzo figlio nella famiglia, il riposo è di 26 settimane (8 settimane prima del parto e 18 settimane postnatali). In caso di nascite multiple l'astensione ante-parto è di 12 settimane per i gemelli e di 24 per la nascita di più di due figli. Il periodo d'indennizzo post parto è fissato a 22 settimane per la nascita di più di due figli. In caso di nascita prematura in cui l'anticipo sulla data presunta del parto sia superiore a 6 settimane, la durata del congedo di maternità è incrementata del numero di giorni compresi tra la data del parto e quella fissata a sei settimane prima della data prevista di nascita.

La durata del congedo di paternità è fissata a 11 giorni consecutivi per la nascita di un figlio, o 18 giorni consecutivi in caso di parto multiplo.

Infine, la durata del congedo d'adozione è fissata a 10 settimane, o, in caso d'adozione multipla, a 22. Se l'ingresso del bambino in famiglia porta a 3 il numero dei figli a carico, la durata dell'astensione dal lavoro è pari a 18 settimane. Se il padre e la madre intendono usufruire dell'indennità di riposo e la durata d'indennizzo viene divisa tra i due genitori, la durata è incrementata di 11 giorni, o 18 giorni in caso di adozione multipla.

L'importo dell'indennità giornaliera di maternità, adozione o paternità è pari alla media delle retribuzioni dei tre mesi precedenti l'astensione ante-parto entro il limite del tetto trimestrale della Sécurité Sociale (€ 9.654 nel 2016). Dalle retribuzioni lorde soggette a contributi vengono sottratti contributi e contribuzioni fissati per legge o per convenzione (aliquota forfettaria: il 21%). Dal 1° gennaio 2016 l'indennità giornaliera non può essere né inferiore a € 9,26 né superiore a € 83,58.

B - Assicurazione invalidità

Ente di erogazione:

Le pensioni dell'assicurazione invalidità sono erogate:

  • dalle casse primarie di assicurazione malattia (CPAM);
  • dalla cassa regionale di assicurazione malattia d'Île de France - CRAMIF (nella regione parigina)
  • dalle casse generali di sicurezza sociale - CGSS (nei dipartimenti francesi d'oltremare).
  • dalla cassa di sicurezza sociale (CSS) a Mayotte.

1 - Pensione d'invalidità

Prolungamento dell'assicurazione malattia, l'assicurazione invalidità ha lo scopo di garantire all'assicurato invalido una pensione che compensi la perdita di retribuzione conseguente alla riduzione della capacità di lavoro o di guadagno.

La pensione di invalidità viene attribuita ad una persona iscritta alla Sécurité Sociale la cui invalidità risulti da un infortunio o da malattia di origine non professionale a condizione che:

  • non abbia raggiunto l'età pensionabile (tra i 60 e i 62 anni, a seconda dell'anno di nascita);
  • sia nell'incapacità di procurarsi, in una qualunque professione, un reddito superiore al terzo della retribuzione normale della professione che svolgeva prima dell'interruzione del lavoro o dell'accertamento dello stato d'invalidità.
  • abbia maturato un'anzianità assicurativa di almeno 12 mesi al momento dell'interruzione lavorativa per malattia seguita da invalidità e 600 ore di lavoro oppure contributi su una retribuzione equivalente a 2.030 volte il valore dello SMIC orario durante lo stesso periodo.

* 800 ore se la data di interruzione del lavoro o dell'accertamento dell'invalidità è anteriore al 1° febbraio 2015.

Determinazione della pensione

Bisogna distinguere tre categorie di pensione a seconda della capacità lavorativa residua:

  • 1a categoria che riguarda gli invalidi ancora capaci di svolgere un'attività lavorativa. La pensione è calcolata secondo la seguente formula: SAM* (stipendio medio annuo) × 30%. L'importo mensile massimo della pensione è pari al 30% del tetto della Sécurité Sociale (€ 965,36).
  • 2a categoria che riguarda gli invalidi nell'incapacità di svolgere un'attività lavorativa. La pensione è calcolata come nella prima categoria, varia soltanto la percentuale da applicare allo stipendio medio annuo (SAM). La formula di calcolo è la seguente: SAM* × 50%. L'importo mensile massimo della pensione ammonta al 50% del tetto della Sécurité Sociale (€ 1.609).
  • 3a categoria che riguarda l'ipotesi in cui l'invalido, collocato nella seconda categoria, sia costretto a ricorrere all'aiuto di una terza persona per compiere gli atti ordinari della vita quotidiana. L'importo della pensione di base è allora incrementato del 40%, incremento che non può essere inferiore ad un minimale annuo rivalutato il 1° aprile di ogni anno. Importo mensile massimo della pensione d'invalidità di 3a categoria: 2 712,08 € (1 609 + 1 103,08).

* Il SAM rappresenta gli stipendi riportati sul conto vecchiaia dell'assicurato nei dieci anni migliori, rivalutati e divisi per dieci, se ce ne sono stati dieci.

Minimale: in ogni caso, a prescindere dalla categoria, la pensione d'invalidità non può essere inferiore ad un importo minimo garantito che ammonta a € 281,66 mensili.

Il diritto alla pensione di invalidità può essere rivisto o sospeso in ogni momento, a seconda della situazione della persona (mutamento dello stato di salute con conseguente passaggio di categoria, ripresa di attività lavorativa).

Il titolare della pensione d'invalidità usufruisce delle prestazioni in natura dell'assicurazione malattia e maternità (assistenza sanitaria) per sé e per i suoi aventi causa, senza applicazione del ticket moderatore per se stesso. Deve, tuttavia, pagare le partecipazioni forfettarie per ogni atto medico o paramedico, per i farmaci ed il trasporto, pur essendo esonerato dal forfait di € 18 per gli atti di notevole entità.

Se l'interessato non svolge attività lavorativa, la pensione di invalidità viene automaticamente trasformata in pensione di vecchiaia all'età pensionabile (tra i 60 e i 62 anni, a seconda dell'anno di nascita). Se svolge un'attività lavorativa deve formulare una domanda di pensione di vecchiaia. Il pagamento della pensione di invalidità termina automaticamente al più tardi all'età di acquisizione dell'aliquota piena, indipendentemente dall'anzianità assicurativa (tra i 65 e i 67 anni), oppure prima di tale età in caso l'interessato cessi la propria attività lavorativa.

2 - Pensione d'invalidità di vedovo/a invalido/a

La pensione d'invalidità di vedova o di vedovo è erogata dalle casse primarie di assicurazione malattia, nella regione parigina dalla cassa regionale di assicurazione malattia d'Île de France e nei dipartimenti d'oltremare dalle casse generali di sicurezza sociale; essa è concessa al coniuge superstite di un assicurato titolare di pensione d'invalidità o di vecchiaia, o che era suscettibile di usufruire di tale prestazione.

Per poter accedere a tale pensione, il coniuge superstite deve avere almeno 55 anni e presentare un'invalidità permanente che riduce di 2/3 la sua capacità di lavoro o di guadagno.

L'importo della pensione è pari al 54% della pensione di cui il defunto era, o avrebbe potuto essere, beneficiario.

Il beneficiario che abbia avuto almeno 3 figli a carico riceve una maggiorazione del 10 %.

C - Assicurazione decesso

Una somma forfettaria è corrisposta ai familiari dell'assicurato: nella Francia europea ("metropolitana") dalla cassa primaria d'assicurazione malattia e nei dipartimenti francesi d'oltremare dalle casse generali di sicurezza sociale.

Nell'erogazione del capitale in caso di morte hanno priorità le persone che risultavano, il giorno del decesso, a carico effettivo, totale e permanente dell'assicurato. Se a carico dell'assicurato risultavano più persone, il capitale è corrisposto, in ordine di preferenza:

  • al coniuge superstite, non separato di diritto né di fatto, o al partner al quale il defunto era legato da un patto civile di solidarietà;
  • ai figli legittimi, naturali, adottivi, affidati;
  • agli ascendenti.

Affinché le persone che erano a suo carico possano usufruire di tale indennità, durante il periodo dei tre mesi precedenti il decesso l'assicurato deceduto deve aver maturato i seguenti requisiti:

  • aver svolto attività subordinata;
  • godere di mantenimento del diritto;
  • trovarsi in una situazione assimilata all'attività subordinata;
  • essere titolare di pensione d'invalidità;
  • essere titolare di rendita per infortunio sul lavoro con grado d'incapacità pari o superiore al 66,66%.

Per ogni decesso sopravvenuto dal 1° gennaio 2015 in poi, l'importo dell'assegno in caso di morte, rivalutato annualmente, viene erogato in un'unica soluzione. Il 1° gennaio 2016, l'importo è pari a € 3.400.