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Il regime francese di protezione sociale IV - Le prestazioni familiari

2014

Le casse per le prestazioni al nucleo familiare erogano prestazioni familiari ai lavoratori dipendenti e assimilati, nonché ai membri delle professioni autonome non agricole e, in linea di massima, a tutte le persone che risiedono in Francia insieme ai figli e che risultano senza attività lavorativa.

Secondo l'articolo L. 512-1 del Codice della Sécurité Sociale, "Ogni persona francese o straniera residente in Francia, che abbia a carico uno o più figli residenti in Francia, usufruisce delle prestazioni familiari per questi ultimi...".

I figli legittimi, naturali, adottivi o semplicemente affidati permettono di accedere alle prestazioni familiari, a condizione di essere a carico del beneficiario.

La nozione di figlio a carico risulta dalla valutazione di una situazione di fatto. Essa include, tuttavia, un limite d'età fissato a:

Metodo di calcolo delle prestazioni familiari: le prestazioni familiari rappresentano una percentuale della base mensile di calcolo (BMAF) fissata a € 406,21 dal 1° aprile 2014, importo che è rivalutato il 1° aprile di ogni anno, in conformità all'evoluzione media annuale prevista dei prezzi al consumo all'infuori dei tabacchi.

Tra le prestazioni familiari si possono distinguere:

A - PRESTAZIONI GENERALI DI MANTENIMENTO

1) Assegni familiari

Spettano a partire dal secondo figlio a carico residente in Francia e sono erogati senza condizioni di attività e di reddito.

L'importo degli assegni familiari al 1° aprile 2014 rappresenta, per due figli, il 32% della base di calcolo (€ 129,99); il 41% della medesima base, ovvero € 165,55, per ogni figlio in più.

Per ogni figlio, eccetto il maggiore di famiglie con meno di tre figli, possono essere concesse delle maggiorazioni di età. Esse variano in base all'età e alla data di nascita dei figli:

2) Assegno forfettario

Tale prestazione è erogata alle famiglie con tre o più figli a carico che perdano il beneficio di una parte degli assegni familiari perché uno o più figli compie 20 anni ovvero raggiunge il limite d'età per l'erogazione delle prestazioni familiari. Per usufruire di tale prestazione la famiglia deve aver maturato i requisiti per gli assegni familiari per almeno tre figli, incluso quello che raggiunge l'età di 20 anni. Il forfait è erogato a titolo del figlio interessato durante un anno, dal 1°giorno del mese in cui il figlio compie vent'anni fino al mese precedente il 21° compleanno. L'importo del forfait rappresenta il 20,234% della BMAF, ovvero, al 1° aprile 2014, euro 82,19.

3) Supplemento familiare

Tale prestazione è assegnata, a determinate condizioni di reddito, alle famiglie che abbiano a carico almeno tre figli, di tre anni o più e di età inferiore ai 21 anni. Il massimale di reddito varia in base al numero di figli a carico ed alla composizione del nucleo familiare. Per poter accedere a tale prestazione nel 2014 i redditi netti del nucleo familiare non devono superare, nel 2012: euro 37.295 per ogni coppia con un solo reddito o euro 45.623 se entrambi i componenti della coppia lavorano oppure in caso di genitore solo. Se i redditi superano leggermente il massimale di reddito viene erogato un assegno della differenza.

L'importo è fissato al 41,65% della B.M.A.F., ossia € 169,19.

4) Assegno di sostegno familiare

L'assegno, attribuito a determinate condizioni di reddito, spetta per ogni figlio orfano di padre, di madre o di entrambi i genitori, oppure per ogni figlio la cui filiazione non sia legittimamente stabilita nei confronti dell'uno o dell'altro genitore, o ancora per ogni figlio di cui il padre o la madre, o entrambi, si sottraggano all’obbligo di mantenimento.

Esso è pari al 31,5% della B.M.A.F. se il figlio è orfano di padre e di madre o in una situazione assimilata (€ 127,96). È pari al 23,63% della B.M.A.F. se il figlio è orfano di padre o di madre o in una situazione assimilata (€ 95,99).

B - PRESTAZIONI DI MANTENIMENTO E DI ACCOGLIENZA LEGATE ALLA PRIMA INFANZIA

Le prestazioni di mantenimento e di accoglienza legate alla prima infanzia sono raggruppate nella prestazione di accoglienza del bambino (Paje).

La prestazione di accoglienza del bambino (PAJE) si compone di:

1) Premio alla nascita o all'adozione

Il premio alla nascita o all'adozione è erogato senza condizioni di reddito, al 7° mese di gravidanza per ogni nascituro o all'adozione di un bambino o di un ragazzo di età inferiore ai 20 anni. È pari a euro 927,71 per il premio di nascita ed a € 1.855,42 per il premio d'adozione. Esso permette di affrontare le spese connesse alla nascita o all'adozione.

È erogato a condizione che la madre dimostri di aver subito il primo esame medico nel corso delle prime 14 settimane di gravidanza. Il massimale di reddito varia in base al numero di figli nati o nascituri. È maggiorato se entrambi i componenti della coppia lavorano o in caso di famiglia con un solo genitore. Al 1° gennaio 2014, per un nucleo familiare con un figlio nascituro, i redditi netti percepiti nel 2012 non devono superare euro 35.480 o euro 46.888 l'anno se entrambi i membri della coppia lavorano o se si tratta di una genitore solo.

2) Assegno di base

L'assegno di base segue l'erogazione del premio alla nascita o all'adozione. È concesso a determinate condizioni di reddito (stesso massimale di reddito che per l'attribuzione del premio alla nascita) dalla data di nascita del bambino fino all'ultimo giorno del mese civile che precede il suo terzo compleanno. Esso è erogato a condizione che il bambino subisca gli esami medici obbligatori entro otto giorni dalla nascita, poi nel corso del 9° e del 24° mese. In caso di adozione l'assegno di base è erogato per tre anni a partire dall'ingresso in famiglia di un bambino o di un ragazzo d'età inferiore ai 20 anni.

È pari a euro 185,54 al mese.

3) Integrazione di libera scelta d'attività (CLCA) e Integrazione facoltativa di libera scelta d’attività (COLCA)

La prestazione, non subordinata a condizioni di reddito, permette al genitore di sospendere la propria attività o di ridurla per occuparsi del figlio. Può essere corrisposta, se l'interessato possiede i requisiti di reddito, come integrazione dell'assegno di base, oppure in modo indipendente. È erogata a partire dal primo figlio ed è condizionata al requisito di un'attività anteriore della durata di due anni in un periodo di riferimento che varia a seconda dell'ordine del figlio nella famiglia.

Le famiglie di tre o più figli, il cui ultimo figlio sia nato o sia stato adottato in data non precedente il 1° luglio 2006 e in cui uno dei genitori non lavori più o interrompa completamente la propria attività per occuparsi del bambino, possono optare per l'Integrazione facoltativa di libera scelta d'attività (COLCA). La COLCA viene concessa in caso di cessazione totale d'attività, ha importo più elevato della CLCA, ma viene erogata su una durata più breve.

L'interessato deve aver svolto un'attività lavorativa di due anni nel corso dei due anni che precedono la nascita di un bambino d’ordine 1 (primogenito), nel corso dei quattro anni per un bambino d’ordine 2 (secondogenito) o dei cinque anni per un bambino di ordine tre o più (terzogenito, ecc.).

La prestazione è erogata per sei mesi per un bambino d'ordine 1. Per i bambini d'ordine 2 e più, essa è erogata fino ai tre anni del bambino. Se i genitori hanno optato per la COLCA l'assegno è erogato per un anno.

Se la famiglia non può pretendere all'assegno di base erogato a determinate condizioni di reddito, l'integrazione di libera scelta è maggiorata dell'importo dell'assegno di base.

L'importo dell'integrazione di libera scelta maggiorato ad aliquota piena (cessazione completa dell'attività) è stabilito a euro 579,13. Ad aliquota parziale, se l'attività part-time è al massimo pari al 50%, esso è di euro 440,37. Se l'attività è superiore al 50% e al massimo pari all'80%, l'importo ammonta a euro 333,01. L'importo della COLCA maggiorata è pari a euro 828,18.

Per i bambini adottati, l'integrazione di libera scelta d'attività è erogata per un periodo minimo di un anno, anche se il bambino è d'età superiore ai tre anni. L'età limite è, in questo caso, di 20 anni.

4) Integrazione di libera scelta del modo di custodia

L'integrazione di libera scelta del modo di custodia è corrisposta alla coppia o alla persona alle cui dipendenze dirette lavora un'assistente materna abilitata o una baby-sitter a domicilio per la custodia del bambino di età inferiore ai 6 anni. Essa può essere erogata in integrazione dell'assegno di base se l'interessato possiede i requisiti di reddito oppure indipendentemente da tale assegno.

Tale prestazione consiste nel rimborso, parziale e variabile a seconda dell'età del bambino e dei redditi del nucleo familiare, dello stipendio del dipendente, e nel rimborso col sistema del terzo pagante dei contributi sociali: della totalità dei contributi nel caso di un'assistente materna abilitata e in misura pari al 50%, entro il limite di un tetto massimo di contributi (euro 442 al mese per un bambino di età inferiore ai 3 anni e euro 221 per un bambino tra i 3 e i 6 anni) nel caso di una baby-sitter a domicilio. L'integrazione è erogata ad aliquota piena fino ai tre anni del bambino, poi ad aliquota ridotta dai tre ai sei anni.

L'integrazione può essere erogata anche quando la famiglia ricorre ad un ente privato per la custodia dei bambini. In tal caso la famiglia corrisponde agli enti interessati un prezzo globale senza distinguere tra contributi e stipendio netto. pertanto l'importo dell'aiuto corrisposto è forfettario e globale.

C - PRESTAZIONI AD ASSEGNAZIONE SPECIALE

1) Assegno per l’educazione del figlio disabile (AEEH)

La prestazione è erogata senza condizioni di reddito per ogni figlio d’età inferiore ai vent’anni, indipendentemente dal suo ordine, affetto da un'incapacità permanente di grado almeno pari all'80%, o compreso fra il 50 e l'80% se tale figlio usufruisce di una collocazione in un istituto per educazione speciale o di cure a domicilio.

Il figlio non deve essere collocato in un istituto assistenziale finanziato integralmente dall'assicurazione malattia, dallo Stato o dall'assistenza sociale.

L'importo dell'assegno ammonta a € 129,99 al mese, il 32% della BMAF. I figli affetti da un'incapacità di almeno l'80% possono pretendere ad un'integrazione di assegno, il cui importo varia a seconda della necessità di aiuto o del grado di handicap. Per determinare l'importo dell'integrazione, la commissione dei diritti e dell'autonomia delle persone disabili (CDAPH) classifica il bambino in una delle sei categorie esistenti, servendosi di una tabella di valutazione che tiene conto della necessità di cure per il bambino, del costo di tali cure e delle conseguenze finanziarie causate dall'handicap e/o del fatto che uno dei genitori riduce o interrompe la propria attività lavorativa per occuparsi del figlio e, infine, del ricorso all'assistenza di terzi retribuita. Gli importi mensili delle integrazioni sono i seguenti:

Si può scegliere tra l'assegno supplementare per l'educazione del figlio disabile e la prestazione compensatoria dell'handicap (PCH), erogata dal consiglio generale e intesa a finanziare i bisogni connessi alla perdita di autonomia delle persone disabili. È possibile, peraltro, cumulare l'assegno supplementare per l'educazione del figlio portatore di handicap (AEEH) con il 3° elemento della prestazione compensatoria dell'handicap (PCH), volto a coprire le spese supplementari per rendere agibile l'abitazione, il veicolo o i trasporti.

Per maggiori informazioni sulla PCH, si veda il sito della cassa nazionale di solidarietà per l’autonomia.

Maggiorazione di genitore solo: Il genitore solo che cessi o riduca la propria attività o assuma una persona per l'assistenza di terzi retribuita ha diritto ad una maggiorazione dell'integrazione dalla 2a alla 6a categoria (2a categoria: € 52,81, 3a categoria: € 73,12, 4a categoria: € 231,54, 5a categoria: € 296,53, 6a categoria: € 434,64).

2) Assegno per l'inizio dell'anno scolastico

L'assegno è erogato a determinate condizioni di reddito per ogni figlio in età scolastica (dai sei ai diciotto anni) il 15 settembre dell'anno considerato, e scolarizzato. L'importo dell'assegno varia a seconda dell'età del bambino allo scopo di avvicinarsi al massimo alla spesa realmente sostenuta dalla famiglia.

L'assegno è attribuito ai nuclei familiari, o alle persone, che abbiano redditi inferiori ad un dato tetto (determinato in funzione della composizione del nucleo familiare e del numero di figli a carico) e figli di età compresa fra i sei e i diciotto anni, scolarizzati. È corrisposto una tantum entro e non oltre il 31 ottobre dell'anno. Se i redditi del nucleo familiare sono inferiori al massimale d'attribuzione, l'assegno è erogato per intero. Se i redditi sono leggermente superiori al massimale d'attribuzione ed inferiori ad un secondo importo fissato per decreto, viene erogato un assegno della differenza. L'importo dell'assegno ad aliquota piena è pari a

3) Assegno giornaliero di presenza parentale

Dal 1° gennaio 2006 l'assegno giornaliero di presenza parentale sostituisce l'assegno di presenza parentale. Esso è attribuito a qualunque persona abbia a suo carico un figlio d'età inferiore ai vent'anni affetto da una malattia, da un handicap grave che renda indispensabile una presenza costante e cure impegnative. Per poter accedere a tale assegno occorre interrompere periodicamente la propria attività e usufruire di un congedo di presenza parentale. Il certificato del medico curante attestante lo stato del figlio deve essere sottoposto al controllo medico della cassa di assicurazione malattia alla quale appartiene l'assistito.

L'importo dell'assegno giornaliero è fissato a € 43,18 per il beneficiario che vive in coppia, e a € 51,30 per il genitore solo.

Il titolare dell’assegno usufruisce di un credito di 310 giorni di congedo, indennizzati su base giornaliera, da ripartire su 3 anni in base ai bisogni di accompagnamento del figlio.

Nel caso in cui i redditi della famiglia siano inferiori a un certo tetto, può essere erogato un supplemento spese dietro presentazione di apposita documentazione se l'handicap o la malattia comporta spese d'importo pari o superiore a € 110,45 al mese.

4) Assegno d’alloggio familiare

L'assegno costituisce una prestazione familiare volta a coprire, in parte, gli oneri d'alloggio sostenuti dalle famiglie. L'erogazione dell'assegno è subordinata a condizioni relative alle caratteristiche dell'alloggio (superficie, salubrità), all'affitto e ai redditi della famiglia.

5) Indennità di trasloco

L'indennità di trasloco è assegnata, a determinate condizioni di reddito, alle famiglie che abbiano almeno tre figli a carico e che, nel loro nuovo alloggio, conseguano il diritto agli assegni d'alloggio. L'importo dell'indennità di trasloco è pari alle spese reali di trasloco entro il limite di un massimale fissato al 240 % della base mensile di calcolo degli assegni familiari per le famiglie che hanno tre figli a carico, con una maggiorazione del 20 % per ogni figlio in più. Esso ammonta al massimo a € 974,90 per tre figli, più € 81,24 per ogni figlio in più oltre a tre.

È opportuno precisare che dal 1° gennaio 1997 le prestazioni familiari - ad eccezione dell'assegno di educazione speciale, maggiorazione inclusa, e dell'indennità di trasloco - sono sottoposte alla contribuzione per il rimborso del debito sociale (CRDS) allo 0,5%. L'importo di questa contribuzione è prelevato direttamente dalle casse incaricate di erogare le prestazioni familiari. Gli importi sopra riportati sono calcolati al lordo della trattenuta della CRDS.

Maggiori informazioni, sito della CAF.