Il regime francese di protezione sociale II - Infortuni sul lavoro e malattie professionali

2020

Le prestazioni dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali vengono erogate dalle casse primarie di assicurazione malattia nella Francia europea ("metropolitana") e dalle casse generali di sicurezza sociale nei dipartimenti francesi d'oltremare.

Definizione

L'infortunio sul lavoro è quello prodottosi a causa o all'occasione del lavoro. È ugualmente considerato infortunio sul lavoro l'infortunio in itinere, cioè quello verificatosi durante il percorso di andata o di ritorno al luogo di lavoro, o tra il luogo di lavoro e quello di consumazione abituale dei pasti.

Malattia professionale: Senza definizione ufficiale, essa può tuttavia descriversi come la conseguenza dell'esposizione più o meno protratta ad un rischio nel corso dello svolgimento di un'attività lavorativa. All'assunzione i lavoratori dipendenti o assimilati godono subito, senza periodo di carenza, della protezione contro il rischio professionale. Tale protezione è estesa anche a differenti categorie di persone (allievi di istituti tecnici, apprendisti, stagisti e tirocinanti, partecipanti ad azioni di inserimento professionale, detenuti che svolgono un lavoro penale, ecc.).

Formalità

In caso di infortunio sul lavoro, l'infortunato deve farne la denuncia al datore di lavoro entro 24 ore. Quest'ultimo deve dichiarare l'infortunio alla cassa primaria di assicurazione malattia entro 48 ore. Rilascerà al lavoratore un certificato di infortunio che gli permetterà di usufruire del terzo pagante e di cure gratuite, entro il limite delle tariffe convenzionate.

Risarcimento

Immediatamente dopo l'infortunio (o la constatazione della malattia) si apre un periodo d'incapacità temporanea (totale o parziale), il quale si chiude o con la guarigione dell'infortunato o con una valutazione a carattere definitivo delle lesioni. L'accesso alle prestazioni dell'assicurazione infortuni sul lavoro da parte dell'infortunato non è subordinato a requisiti di anzianità assicurativa o lavorativa.

A - Prestazioni in caso d'incapacità temporanea

1 - Prestazioni in natura

Le condizioni per l'accesso alle prestazioni in natura erogate dall'assicurazione infortuni sul lavoro sono le stesse che nel caso delle prestazioni in natura dell'assicurazione malattia. Tuttavia, le cure (mediche, chirurgiche, di farmacia) sono coperte al 100%. In caso di ricovero, non occorre pagare il forfait giornaliero e l'infortunato è esente dal pagamento forfettario di € 24 per gli atti di notevole entità. Per alcune prestazioni, come protesi dentarie e apparecchiature, la copertura è del 150%.

L'assicurato non deve anticipare le spese grazie al sistema del “terzo pagante”: la cassa di appartenenza corrisponde direttamente le somme dovute ai medici, agli ausiliari sanitari e agli stabilimenti sanitari.

2 - Prestazioni economiche

Indennità giornaliere

Le indennità giornaliere sono soggette sia all'IRPEF che ai contributi previdenziali:

  • 0,5% a titolo di contribuzione al rimborso del debito sociale (CRDS);
  • 6,2% a titolo di contribuzione sociale generalizzata (CSG).
  • Il giorno dell'infortunio, l'infortunato ha diritto alla retribuzione normale, pagata dal datore di lavoro.
  • Dal giorno successivo in poi, l'infortunato ha diritto ad un'indennità giornaliera pari al 60% della retribuzione giornaliera (calcolata sulla base della retribuzione del mese civile che precede l'interruzione del lavoro divisa per 30,42). Tale indennità non può superare euro 205,84 al giorno.
  • Dal 29° giorno di interruzione del lavoro, l'indennità è portata all'80% della retribuzione giornaliera (entro il limite massimo di euro 274,46 al giorno) e non è subordinata alla presenza di figli a carico come nell'ambito dell'assicurazione malattia.

In ogni caso, l'indennità non può eccedere lo stipendio giornaliero netto.

Indennità temporanee d'inabilità

In caso di inabilità consecutiva ad infortunio sul lavoro o infortunio in itinere, il lavoratore può usufruire di un'indennità temporanea per inabilità per un mese al massimo dalla data d'emissione della dichiarazione di inabilità, a condizione di non ricevere nessuna retribuzione.

L'importo dell'indennità è pari all'importo dell'indennità giornaliera erogata durante l'interruzione del lavoro che ha preceduto la dichiarazione di inabilità. Se l'interessato percepisce una rendita legata all'infortunio sul lavoro, l'importo mensile della rendita è ridotto dell'importo dell'indennità giornaliera per inabilità.

B - Prestazioni in caso d'incapacità permanente: le rendite

Al momento della valutazione definitiva, il medico fiduciario dell'Assicurazione malattia esamina il lavoratore infortunato o affetto da malattia professionale e gli attribuisce, se gli esiti lo giustificano, un grado di incapacità permanente:

  • Una percentuale inferiore al 10 % dà diritto a un'indennità una tantum, erogata in un'unica soluzione. L'importo forfettario, fissato per decreto, dipende dal grado di incapacità.
  • Se il grado di incapacità permanente è superiore o pari al 10% l'infortunato percepisce una rendita di incapacità permanente. La rendita è erogata una volta al mese (per un'incapacità pari almeno al 50%) o una volta ogni trimestre (per un'incapacità compresa tra il 10 e il 50%).

1 - Rendita spettante al lavoratore infortunato o affetto da malattia professionale

L'importo della rendita è calcolato sulla base di due elementi: il grado di incapacità permanente e l'importo della retribuzione anteriore.

a) Il grado d'incapacità permanente (IPP)

Il grado d'incapacità è determinato nel seguente modo:

  • Per prima cosa la cassa primaria determina il grado di incapacità reale basandosi su vari elementi: le perizie, la tabella ufficiale, la condizione generale del lavoratore infortunato o ammalato, l'età, le facoltà fisiche e mentali, le disposizioni e le qualifiche professionali.
  • Tale grado è poi oggetto di correzione: fino al 50% è ridotto della metà, poi aumentato della metà per la parte che eccede il 50%.

Esempio

Per un grado d'incapacità reale fissato al 70%, l'aliquota sarà rettificata nel seguente modo:

  • (50 : 2) + (20 x 1,5) = 25 + 30 = 55 : l'aliquota della rendita sarà dunque del 55%.

b) Lo stipendio

Le rendite sono esenti dalla CSG e dalla CRDS e non sono soggette all'IRPEF.

Lo stipendio minimo annuo (S) preso in considerazione per il calcolo di una rendita dal grado d'incapacità almeno pari al 10% è fissato a € 18.631,28 il 1° aprile 2020 (stipendio minimo rendite).

Fino a due S (€ 18.631,28 × 2 = € 37.262,56) lo stipendio del lavoratore è interamente preso in considerazione. La frazione di stipendio annuo che eccede i 2 S, senza superare gli 8 S, (€ 149.050,24) viene contabilizzata per 1/3.

Al di sopra di 8 S lo stipendio non è più preso in considerazione.

c) Assistenza di terzi

La rendita d'incapacità permanente può essere integrata dalla prestazione complementare per ricorso all'assistenza di terzi (PCRTP) se il lavoratore presenta un grado d'incapacità permanente pari almeno all'80% e si trova nell'incapacità di espletare da sola 3 atti ordinari della vita.

L'importo della PCRTP varia a seconda del bisogno di assistenza, il quale è determinato dal servizio medico dell'ente che deve erogare la rendita con l'ausilio di una griglia di valutazione di dieci atti che il lavoratore infortunato o malato si trova nell'incapacità di espletare da sola.

I tre importi forfettari sono i seguenti (1° aprile 2020):

  •  € 562,61 se il lavoratore infortunato o ammalato si trova nell'incapacità di espletare da solo 3 o 4 atti della griglia
  •  € 1.125,25 se si trova nell'incapacità di espletare da solo 5 o 6 atti della griglia
  •  € 1.687,90 se si trova nell'incapacità di espletare da solo almeno 7 atti della griglia o se, a causa di disturbi neurologici, costituisce un pericolo per se stesso o per gli altri.

2 - Rendite spettanti ai superstiti

Le rendite sono esenti dalla contribuzione al rimborso del debito sociale (CSG) e dalla contribuzione al rimborso del debito sociale (CRDS) e non sono soggette all'IRPEF.

Quando l'infortunio o la malattia professionale provocano il decesso della vittima, alcuni familiari possono accedere ad una rendita ai superstiti.

  • Il coniuge, il convivente o la persona legata alla vittima da un patto civile di solidarietà possono pretendere ad una rendita pari al 40% dello stipendio della vittima. Inoltre, se l'interessato ha compiuto 55 anni o presenta un'incapacità lavorativa pari almeno al 50%, viene erogato un complemento di rendita del 20%. Per contro, dopo un divorzio, una separazione personale o una rottura di patto civile di solidarietà (PACS), se il defunto era tenuto a pagare un assegno di mantenimento o un sussidio economico, oppure aveva un nuovo coniuge, un partner registrato (PACS) o un convivente, l'importo della rendita verrà ridotto del 20%.
  • I figli, o discendenti a carico, di età inferiore ai 20 anni. La rendita, in linea di principio, è pari al 25% dello stipendio annuo della vittima per ciascuno dei primi due figli e al 20% per ogni figlio ulteriore. Quando il figlio è orfano di padre e di madre, l'aliquota della rendita è pari al 30%.
  • Gli ascendenti che avevano maturato il diritto di ottenere un assegno di mantenimento, se la vittima non aveva né coniuge né figli. Se la vittima aveva un coniuge o dei figli, gli ascendenti dovevano essere a suo carico. La rendita è fissata, in linea di principio, al 10% dello stipendio annuo della vittima, mentre le rendite per gli ascendenti non possono superare, complessivamente, il 30%.

La somma delle rendite spettanti ai superstiti non può superare l'85% dello stipendio annuo della vittima. Eventualmente, l'importo di ogni rendita erogata verrà diminuito in proporzione.

Maggiori informazioni, sito Ameli - rischi professionali