Il regime francese di protezione sociale I - Malattia, maternità, paternità, invalidità, decesso

2018

A - Assicurazione malattia, maternità e paternità

Ente di erogazione:

Le prestazioni dell'assicurazione malattia, maternità e paternità sono erogate:

  • dalle casse primarie di assicurazione malattia (CPAM) nella Francia europea (cosiddetta “métropole”)
  • e dalle casse generali di sicurezza sociale (CGSS) nei dipartimenti francesi d'oltremare.

Assicurazione malattia

Istituita nel 1999, la Copertura malattia universale permetteva il rimborso delle spese sanitarie delle persone non coperte da un regime obbligatorio di assicurazione malattia. Il diritto a tali prestazioni era subordinato o al versamento di una determinata quantità di contributi o ad un numero d'ore di lavoro per ogni periodo di riferimento.

Il 1° gennaio 2016 la CMU è stata sostituita dalla protezione universale malattia (PUMa). Essa garantisce la copertura delle spese sanitarie (precedentemente chiamate “prestazioni in natura”) senza periodi di interruzione in caso di mutamento di situazione (lavorativa, familiare o di residenza) a chiunque:

  • svolga un'attività lavorativa, o
  • abbia residenza stabile e regolare in Francia (comprese la Guadalupa, la Guyana, la Martinica, la Riunione, San Bartolomeo e San Martino) da almeno 3 mesi.

Per maturare il diritto alle indennità giornaliere in caso di interruzione del lavoro per malattia inferiore ai 6 mesi l'assicurato deve aver lavorato 150 ore durante i tre mesi precedenti l'interruzione del lavoro (oppure aver versato contributi su una retribuzione almeno pari a 1.015 volte lo SMIC orario durante i 6 mesi che precedono l'interruzione del lavoro).

Oltre i sei mesi, l'assicurato deve aver lavorato almeno 600 ore durante gli ultimi 12 mesi, oppure aver versato contributi su una retribuzione almeno pari a 2.030 volte lo SMIC orario prima dell'interruzione del lavoro. È richiesta, inoltre, un'anzianità assicurativa di almeno un anno.

Coloro che non lavorano usufruiscono ugualmente di un'assistenza sanitaria se dimostrano di avere residenza stabile e regolare in Francia da almeno tre mesi. A seconda dei redditi che hanno, tali persone sono soggette o meno al contributo specifico PUMa all'8%.

Sono soggetti a tale contributo annuale coloro che:

  • non percepiscono redditi da lavoro o i cui redditi da attività lavorativa svolta in Francia sono inferiori al 10% del tetto annuo della sicurezza sociale francese (ovvero inferiori a € 3.973 nel 2018).
  • E i cui redditi di capitale o patrimoniali (redditi di terreni, fabbricati, plusvalenze, ecc.) sono superiori al 25% del tetto annuo della sicurezza sociale francese (ovvero € 9.933 nel 2018).

I calcoli dei contributi sono diversi se i redditi sono inferiori al 5% del tetto annuo della sicurezza sociale (PASS) o compresi tra il 5% e il 10%. Peraltro, i contributi vengono calcolati proporzionalmente per coloro che appartengono al regime PUMa solo una parte dell'anno.

L'assicurazione malattia gestisce l'erogazione dell'assistenza sanitaria (sotto forma di rimborso delle spese sanitarie sostenute) per gli assicurati e i loro familiari minorenni e l'erogazione delle prestazioni economiche (indennità giornaliere di malattia in caso di incapacità lavorativa temporanea) per l'assicurato.

1 - Spese sanitarie

Ambito d'applicazione:

“Carte Vitale”

La Carte vitale è una tessera elettronica che attesta il diritto alle prestazioni sanitarie. Attribuita ad ogni persona che abbia compiuto i 16 anni, essa contiene tutte le informazioni amministrative necessarie alla cassa di assicurazione malattia per procedere al rimborso delle cure.
La Carte vitale contiene, inoltre, i dati che consentono, a seconda della situazione, di usufruire del “terzo pagante” (sistema che permette di non anticipare le somme di denaro, che saranno poi rimborsate o dall'assicurazione malattia oppure dall'assicurazione sanitaria integrativa, per la parte che rimane a carico del paziente dopo il rimborso da parte della Sécurité Sociale).
Dietro richiesta dei genitori, i ragazzi dai 12 anni in su possono ottenere una “carte vitale”.

Le spese sanitarie coprono le spese mediche e paramediche e le spese farmaceutiche, d'apparecchiatura e di ricovero ospedaliero. Possono usufruire di tali prestazioni non solo lo stesso assicurato ma anche i suoi familiari (“aventi causa”) non iscritti personalmente ad un regime di sicurezza sociale.

Con l'introduzione della protezione sanitaria universale (PUMA) il 1° gennaio 2016, scompare la nozione di “avente causa” per le persone maggiorenni, anche se senza attività lavorativa. Solo i minorenni continuano ad avere lo statuto di “aventi causa”, che termina entro il 30 settembre dell'anno del loro diciottesimo compleanno, che siano o meno studenti, purché non svolgano nessuna attività lavorativa.

I minorenni di età superiore ai 16 anni, tuttavia, possono chiedere di essere assicurati personalmente.

Portata della protezione:

a) Cure senza ricovero

A 16 anni ogni paziente deve scegliere un medico curante che l'orienti nel percorso di cure coordinate.

Il medico curante ha il ruolo di aggiornare la scheda medica, prescrivere gli esami medici complementari o orientare verso un servizio ospedaliero o un altro professionista della salute (massaggiatore fisioterapista, infermiere...). Possono svolgere il ruolo di medico curante sia i generalisti che gli specialisti. Per cambiare medico curante basta fare una nuova dichiarazione alla cassa di assicurazione malattia.

Il rimborso degli atti medici si basa sull'aliquota normale se essi sono stati realizzati o raccomandati dal medico curante, perché l'interessato è nell'ambito del percorso di cure coordinate. Se invece il paziente non ha dichiarato il medico curante o consulta direttamente uno specialista sarà rimborsato di meno e l'importo che rimarrà a suo carico sarà più elevato che se avesse rispettato il percorso di cure.

Il paziente può consultare direttamente un medico diverso dal medico curante in determinate situazioni: emergenza sanitaria, assenza del medico curante o del sostituto, allontanamento dal domicilio. Ginecologi, oculisti e psichiatri possono inoltre essere consultati direttamente senza passare dal medico curante. In ogni caso, il medico consultato preciserà sul modulo per il rimborso (la “feuille de soins”) le regole da applicare alla situazione data.

Di norma, una frazione della spesa rimane a carico dell'assicurato: si tratta del "ticket moderatore"; alcuni casi però prevedono l'esenzione del ticket, come le donne incinte oltre i sei mesi di gravidanza e le patologie croniche. Una visita dal medico nell'ambito delle cure coordinate è rimborsata al 70 %.

La parte che rimane da pagare è maggiore se il paziente si trova fuori del percorso di cure.

Vedasi l'aliquota di rimborso sul sito Ameli.fr

Oltre al ticket, rimane a carico del paziente un certo numero di contribuzioni: il forfait per atti di notevole entità, la partecipazione forfettaria e la franchigia medica:

  • Forfait per atti di notevole entità: per gli atti di notevole entità la cui tariffa sia superiore o uguale a € 120 o il cui coefficiente sia superiore a 60 è prevista una partecipazione forfettaria di € 18 a carico del paziente. Si tratta degli atti espletati presso studi medici o istituti sanitari. Alcuni atti non comportano questa partecipazione; inoltre, ne sono esonerate le persone che usufruiscono di un rimborso totale per le loro condizioni di salute [vedasi b) Cure con ricovero].
  • Per ogni consultazione o atto compiuto da un medico, oltreché per gli esami radiologici o le analisi di laboratorio, è richiesta una partecipazione forfettaria di un euro. Tale partecipazione non può superare i quattro euro al giorno per un medesimo professionista o un medesimo laboratorio ed è limitata a 50 euro per anno civile.
  • Dal 1° gennaio 2008 viene, inoltre, applicata una franchigia medica sugli atti compiuti da ausiliari sanitari al di fuori del ricovero ospedaliero, su farmaci e spese di trasporto. La franchigia è fissata a 0,50 euro per ogni confezione di medicinali e ogni atto paramedico, e a 2 euro per il trasporto sanitario. Il limite annuo è fissato a 50 euro a persona e all'anno per l'insieme degli atti, e il limite giornaliero è di 2 euro per gli atti paramedici e di 4 per le spese di trasporto.

Il contributo per ogni atto medico e la franchigia non riguardano i minorenni (di età inferiore ai 18 anni), le donne incinte oltre i sei mesi di gravidanza e i beneficiari della CMU complementare.

Affinché il rimborso delle spese sostenute dagli assicurati corrisponda alle loro spese reali (tenendo conto del ticket) e le casse non si trovino a dover rimborsare onorari medici sui quali non hanno controllo, gli enti di assicurazione malattia, i medici e gli ausiliari medici sono vincolati da convenzioni nazionali.

A seconda del settore d'attività del medico, il rimborso può essere diverso:

  • il medico di settore 1, che aderisce totalmente alla convenzione e rispetta le tariffe negoziate con l'assicurazione malattia. Nell'ambito del percorso di cure coordinate la quota di rimborso è del 70% della tariffa convenzionata.
  • il medico di settore 2, che fissa liberamente i propri onorari. La quota in più rispetto alla tariffa convenzionata non è rimborsata.
  • il medico convenzionato che aderisce all'opzione di pratica tariffaria controllata (Optam, “option de pratique tarifaire maîtrisée”) ha onorari che superano la tariffa convenzionata in modo moderato. La base di rimborso è la stessa del settore 1 e la percentuale è del 70% nell'ambito del percorso di cure coordinate.

Inoltre, i medici hanno la possibilità di richiedere onorari superiori alla tariffa convenzionata quando ricevono un paziente che non è stato indirizzato loro dal medico curante o che si trova al di fuori del percorso di cure.

Farmaci

I farmaci vengono rilasciati dietro ricetta medica. Per essere coperti dall'assistenza sanitaria essi devono figurare nell'elenco dei farmaci rimborsabili. Per alcune specialità il rimborso viene calcolato servendosi di un forfait determinato in base al prezzo dei farmaci generici meno cari.

La quota di rimborso dei farmaci varia tra il 100 % e il 15 % a seconda che siano riconosciuti più o meno efficaci dal punto di vista medico.

Il “terzo pagante”

Il sistema del terzo pagante permette al paziente di non anticipare le spese mediche. Dal 1° gennaio 2017 esso si applica alle donne incinte e ai pazienti affetti da patologie croniche (ALD), categorie che non devono quindi più anticipare le spese relative ai professionisti della salute che consultano nell'ambito dell'assicurazione maternità o della patologia ALD.
L'Assicurazione Malattia corrisponde direttamente ai professionisti della salute l'importo della visita o dell'atto medico.

Il farmacista può praticare il sistema del “terzo pagante” per evitare al paziente di anticipare le spese mediche dietro presentazione della « carte vitale » purché quest'ultimo non rifiuti gli eventuali farmaci generici che gli vengono proposti quando esistono; il paziente avrà da pagare solo la parte non coperta dall'assicurazione malattia.

b) Cure con ricovero

La Sécurité Sociale, il sistema francese di protezione sociale, partecipa alle spese occasionate dal ricovero dell'assicurato o dei suoi familiari. La copertura comprende l'insieme delle prestazioni erogate dall'ospedale: onorari medici e chirurgici corrispondenti agli atti compiuti nel corso della degenza, farmaci, esami, interventi, ecc.

Non rientrano nell'ambito della copertura dell'assistenza sanitaria alcuni supplementi di comfort come camera individuale, telefono, televisione.

In caso di ricovero in un istituto pubblico o in una clinica privata convenzionata le spese di ricovero sono coperte all'80%. Il paziente deve pagare il 20 % delle spese di ricovero, cui si aggiunge un forfait giornaliero di € 20 per ogni giorno di degenza.

In alcuni casi o per certi tipi di pazienti, la copertura è pari al 100%:

  • dal 31° giorno di degenza,
  • donne incinte che hanno bisogno di essere ricoverate dal 4° mese di gravidanza,
  • ricovero in seguito ad infortunio sul lavoro o malattia professionale,
  • ricovero legato a patologia cronica,
  • beneficiari della CMU complementare o dell'assistenza sanitaria di Stato (AME - “aide médicale d'Etat”)...

Il paziente deve allora pagare anche il forfait di importo pari a € 20 per ogni giorno di ricovero (€ 15 in psichiatria), nonché la partecipazione forfettaria di € 18 prevista per gli atti di notevole entità (cioè la cui tariffa è pari o superiore a € 120 o con coefficiente dell'atto superiore o pari a 60). Tale partecipazione si applica una volta sola per ogni ricovero ospedaliero, anche se durante la degenza sono stati compiuti più atti di tale tipo. Tuttavia, alcune persone possono essere esonerate dall'uno o l'altro forfait o entrambi (i beneficiari della copertura malattia universale complementare CMU-C, le persone affette da patologie croniche o da malattie professionali, le vittime di infortuni sul lavoro e le donne incinte dal sesto mese di gravidanza in poi).

Attenzione:

Alcuni istituti possono richiedere onorari superiori alla tariffa convenzionata: in quanto tali non saranno coperti dall'assicurazione malattia. Le tariffe degli istituti di cura e i rimborsi sono consultabili sul sito Annuaire santé.

Al momento dell'accettazione del malato in un istituto di cura, viene inviata una richiesta di copertura alla cassa d'appartenenza. È allora applicato il sistema del "terzo pagante". La cassa paga direttamente l'istituto e il paziente corrisponde solo la parte delle spese che gli spetta: ticket moderatore, forfait giornaliero, forfait per atti di notevole entità.

c) Spese di trasporto

Le spese di trasporto possono essere incluse nella copertura se sono oggetto di un'impegnativa.

L'impegnativa è necessaria per il rimborso nei seguenti casi:

  • Trasporto legato a ricovero, indipendentemente dalla durata,
  • Trasporto legato a patologia cronica (ALD) se lo stato di salute del malato non gli permette di spostarsi con i propri mezzi,
  • Trasporto connesso con infortunio sul lavoro o malattia professionale,
  • Trasporto in ambulanza nel caso lo stato di salute richieda la posizione distesa,
  • Trasporto relativo a controllo normativo (convocazione nell'ambito di accertamento sanitario, da parte di perito medico o di fornitore di apparecchiature abilitato).

Anche se prescritti da un medico, i seguenti trasporti sono rimborsati solo previo accordo dell'Ufficio medico dell'Assicurazione malattia:

  • Trasporto su lunga distanza, ovvero più di 150 km per la sola andata,
  • Trasporto in serie (almeno 4 volte un percorso di più di 50 km all'andata, su un periodo di 2 mesi, per una stessa cura),
  • Trasporto di bambini ed adolescenti ospitati in centri di azione medico sociale precoce (CAMSP) e in centri medico psicopedagogici (CMPP),
  • Trasporto in aereo o nave di linea regolare.

Di solito le spese di trasporto sono rimborsate al 65 %. Rimane a carico del paziente il restante 35 %, cui si aggiunge la franchigia di euro 2 per percorso, entro il limite di euro 4 al giorno e di euro 50 all'anno.

Copertura complementare

La copertura complementare permette il rimborso della parte di spese sanitarie non coperta dal regime di base obbligatorio.

Coloro che non godano di copertura integrativa collettiva grazie all'attività lavorativa svolta possono contrarre un'assicurazione complementare presso una società assicurativa mutualistica di tipo “mutuelle”, un istituto di previdenza complementare o una compagnia di assicurazioni.

La Copertura Malattia Universale Complementare (CMU-C) permette, alle persone i cui redditi siano inferiori a un determinato tetto, di essere coperte gratuitamente al 100%.

Tuttavia, se i redditi superano tale tetto (fino al 35% in più), può venire concesso un sussidio finalizzato a ridurre il costo dell'assicurazione sanitaria integrativa (“Aide au paiement d'une Complémentaire Santé” - ACS). L'importo del sussidio (tra € 100 e 550) dipende dall'età del beneficiario.

  • Per maggiori informazioni, cmu.fr

2 - Prestazioni economiche

a) Indennità giornaliere

Le indennità giornaliere sono soggette all'IRPEF e ai contributi previdenziali:

  • 0,5 % a titolo di contribuzione al rimborso del debito sociale (CRDS);
  • 6,2 % a titolo di contribuzione sociale generalizzata (CSG).

In caso di incapacità lavorativa, il medico deve rilasciare un certificato di malattia. Il lavoratore deve trasmetterlo alla cassa di assicurazione malattia entro 48 ore. Si ha diritto all'indennità giornaliera solo a partire dal quarto giorno di sospensione del lavoro (3 giorni di carenza).

L'importo è pari al 50% della retribuzione giornaliera di base. Essa è calcolata sulla media delle retribuzioni lorde (imponibile previdenziale) dei 3 mesi precedenti l'astensione dal lavoro, oppure dei 12 mesi in caso di attività stagionale o discontinua, contabilizzata entro il limite di 1,8 volte lo SMIC mensile in vigore (ovvero euro 2.697,24 il 1° gennaio 2018). Dal trentunesimo giorno di astensione dal lavoro, se il lavoratore ha 3 figli a carico, l'indennità è portata al 66% della retribuzione giornaliera di base.

Per le patologie croniche, l'indennità giornaliera può essere corrisposta per un periodo massimo di tre anni, da data a data, per ogni patologia. Per le altre patologie, il numero massimo d'indennità giornaliere per un periodo di tre anni è fissato a 360.

b) Indennità giornaliera di accompagnamento di persona in fin di vita

L'indennità giornaliera di accompagnamento di persona in fin di vita è soggetta all'IRPEF e alle trattenute CSG (7,5%) e CRDS (0,5%).

Prestazione erogata all'assicurato che gode di un congedo di solidarietà familiare o l'ha trasformato in periodo di lavoro part-time per occuparsi di una persona in fin di vita: un familiare (ascendente, discendente, fratello, sorella) o una persona di fiducia.

Quando l'interessato sospende completamente la propria attività, l'indennità è erogata per 21 giorni ed è pari a € 55,93 al giorno. Se l'interessato riduce l'attività lavorativa (con un part-time), il numero massimo di indennità giornaliere sale a 42 e l'importo è ridotto di metà, ovvero € 27,97.

  • Maggiori informazioni sulle prestazioni, sito Ameli.

Assicurazione maternità e paternità

L'assicurazione maternità e paternità fornisce l'assistenza sanitaria per:

  • spese connesse alla gravidanza e al parto,
  • prestazioni economiche durante l'astensione dal lavoro della madre prima e dopo il parto,
  • congedo di adozione della madre e/o del padre
  • e congedo di paternità.

1 - Assistenza sanitaria per maternità

Una volta confermata la gravidanza, il medico o l'ostetrica la dichiarano alla cassa di assicurazione malattia. Per usufruire il prima possibile dell'assistenza sanitaria della gravidanza nell'ambito dell'assicurazione maternità, la dichiarazione deve essere fatta prima della fine del 3° mese.

L'accesso alle prestazioni, subordinato agli stessi requisiti dell'assicurazione malattia, è determinato in relazione alla data presunta d'inizio della gravidanza, o, se non è conferito a questa data, alla data del riposo prenatale.

L'assicurazione maternità copre al 100 % gli esami obbligatori connessi alla gravidanza (visite prenatali obbligatorie, sedute di preparazione alla nascita, esami complementari di laboratorio). Inoltre, dal 6° mese di gravidanza fino al 12° giorno di puerperio, tutte le spese sanitarie sono coperte al 100 %, che siano o meno connesse alla gravidanza. L'interessata è esonerata anche dalla partecipazione forfettaria di un euro e dalla franchigia medica su farmaci, atti paramedici e trasporti.

Dal 1° gennaio 2017, per le cure mediche coperte al 100% nell'ambito dell'assicurazione maternità, presso i professionisti della salute al di fuori dell'ospedale, è in vigore il terzo pagante. L'interessata non deve quindi più anticipare le spese poiché l'Assicurazione Malattia corrisponde direttamente ai professionisti della salute l'importo della visita o dell'atto medico.

2 - Indennità giornaliere di maternità e di paternità

Le prestazioni giornaliere sono corrisposte a condizione di cessare ogni attività lavorativa subordinata.

Esse sono erogate alla lavoratrice dipendente durante l'astensione dal lavoro prima e dopo il parto e al padre a titolo di congedo di paternità. Infine, in caso d'adozione l'indennità giornaliera di riposo può essere divisa tra il padre e la madre. Per ottenere tali prestazioni, l'assicurato/a, oltre a dover soddisfare i requisiti contributivi o di ore di lavoro previsti per ottenere le prestazioni economiche dell'assicurazione malattia, deve aver maturato dieci mesi d'immatricolazione alla data presunta del parto o alla data dell'ingresso del bambino in famiglia.

La durata del congedo di maternità dipende dal numero di figli nascituri e già a carico.

Durata del congedo di maternità
Situazione familiare Durata del congedo prenatale Durata del congedo post parto Durata totale del congedo di maternità
1 figlio nascituro e meno di 2 figli a carico o nati vitali 6 settimane 10 settimane 16 settimane
1 figlio nascituro e già almeno 2 figli a carico in modo permanente ed effettivo 8 settimane 18 settimane 26 settimane
Gemelli nascituri 12 settimane 22 settimane 34 settimane
Nascituri di parto trigemellare 24 settimane 22 settimane 46 settimane

Le indennità giornaliere di maternità/paternità sono soggette all'IRPEF.

In caso di patologia legata alla gravidanza possono essere concesse due settimane ulteriori durante il periodo prenatale.

La lavoratrice dipendente può, previo parere favorevole del medico che segue la gravidanza, chiedere di posticipare una parte del congedo prenatale al periodo successivo al parto.

Peraltro, in caso di nascita prematura in cui l'anticipo sulla data presunta del parto sia superiore a 6 settimane, la durata del congedo di maternità è incrementata del numero di giorni compresi tra la data del parto e quella fissata a sei settimane prima della data prevista di nascita.

La durata del congedo di paternità è fissata a 11 giorni consecutivi per la nascita di un figlio, o 18 giorni consecutivi in caso di parto multiplo.

Infine, la durata del congedo d'adozione è fissata a 10 settimane, o, in caso d'adozione multipla, a 22. Se l'ingresso del bambino in famiglia porta a 3 il numero dei figli a carico, la durata dell'astensione dal lavoro è pari a 18 settimane. Se il padre e la madre intendono usufruire dell'indennità di riposo e la durata d'indennizzo viene divisa tra i due genitori, la durata è incrementata di 11 giorni, o 18 giorni in caso di adozione multipla.

L'importo dell'indennità giornaliera di maternità, adozione o paternità è pari alla media delle retribuzioni dei tre mesi precedenti l'astensione dal lavoro, conteggiate entro il limite del tetto trimestrale della Sécurité Sociale dell'anno in corso (€ 3.311 il 1° gennaio 2018). Dalle retribuzioni lorde soggette a contributi vengono sottratte contribuzioni salariali fissate per legge o per convenzione (aliquota forfettaria: 21 %). Dal 1° gennaio 2018 l'indennità giornaliera non può essere superiore a € 85,99.

B - Assicurazione invalidità

Enti di erogazione:

Le pensioni dell'assicurazione invalidità sono erogate:

  • dalle casse primarie di assicurazione malattia (CPAM);
  • dalla cassa regionale di assicurazione malattia d'Île-de-France – CRAMIF (nella regione parigina);
  • dalle casse generali di sicurezza sociale – CGSS (nei dipartimenti francesi d'oltremare);
  • dalla cassa di sicurezza sociale (CSS) a Mayotte.

1 - Pensione d'invalidità

La pensione di invalidità è soggetta all'IRPEF (eccetto la maggiorazione per l'aiuto di terzi) e ai contributi previdenziali. Prima dell'erogazione vengono operate le seguenti trattenute:

  • 0,5 % a titolo di contribuzione al rimborso del debito sociale (CRDS);
  • 8,3 % a titolo di contribuzione sociale generalizzata (CSG);
  • 0,3 % a titolo della contribuzione Addizionale di Solidarietà per l'Autonomia (CASA).

Prolungamento dell'assicurazione malattia, l'assicurazione invalidità ha lo scopo di garantire all'assicurato invalido una pensione che compensi la perdita di retribuzione conseguente alla riduzione della capacità di lavoro o di guadagno.

La pensione di invalidità viene attribuita ad una persona iscritta alla Sécurité Sociale la cui invalidità risulti da un infortunio o da malattia di origine non professionale a condizione che:

  • non abbia compiuto l'età pensionabile (62 anni per i lavoratori nati dal 1955 in poi);
  • abbia capacità lavorativa o reddituale ridotta di almeno 2/3;
  • abbia un'anzianità assicurativa di almeno 12 mesi al momento dell'interruzione di lavoro seguita da invalidità e
  • abbia lavorato almeno 600 ore, oppure versato contributi su una retribuzione equivalente a 2.030 volte il valore dello SMIC orario durante lo stesso periodo.
Determinazione della pensione

Esistono tre categorie di pensione a seconda della capacità lavorativa residua:

  • La 1a categoria riguarda gli invalidi ancora capaci di svolgere un'attività lavorativa. La pensione ammonta al 30% dello stipendio medio annuo (SAM*). L'importo mensile massimo della pensione è pari al 30% del tetto della Sécurité Sociale (€ 993,30).
  • La 2a categoria riguarda gli invalidi nell'incapacità di svolgere un'attività lavorativa. La pensione ammonta al 50% del SAM*. L'importo mensile massimo della pensione è pari al 50% del tetto della Sécurité Sociale (€ 1.655,50).
  • Se l'invalido, collocato nella seconda categoria, è costretto a ricorrere all'aiuto di una terza persona per compiere gli atti ordinari della vita quotidiana l'importo della pensione viene maggiorato del 40%. Tale maggiorazione non può essere inferiore ad un minimale annuo rivalutato il 1° aprile di ogni anno. Importo mensile massimo della pensione d'invalidità di 3a categoria: € 2.774,07 (1.655,50 + 1.118,57).

* Il SAM rappresenta gli stipendi riportati sul conto vecchiaia dell'assicurato nei dieci anni migliori di attività (stipendi soggetti a contributi entro il limite del tetto annuo della Sécurité Sociale).

Minimale: in ogni caso, a prescindere dalla categoria, la pensione d'invalidità non può essere inferiore ad un importo minimo garantito che ammonta a € 285,61 mensili.

Il diritto alla pensione di invalidità può essere rivisto o sospeso in ogni momento, a seconda della situazione della persona (mutamento dello stato di salute con conseguente passaggio di categoria, ripresa di attività lavorativa o raggiungimento dell'età pensionabile).

Il titolare della pensione d'invalidità usufruisce delle prestazioni in natura dell'assicurazione malattia e maternità (assistenza sanitaria) con copertura al 100%. Deve, tuttavia, pagare le partecipazioni forfettarie per ogni atto medico o paramedico, per i farmaci ed il trasporto, pur essendo esonerato dal forfait di € 18 per gli atti di notevole entità.

Se l'interessato non svolge attività lavorativa, la pensione di invalidità viene automaticamente trasformata in pensione di vecchiaia all'età pensionabile (62 anni per i nati dal 1955 in poi). Se svolge un'attività lavorativa deve formulare una domanda di pensione di vecchiaia. Il pagamento della pensione di invalidità termina automaticamente al più tardi all'età di acquisizione dell'aliquota piena, indipendentemente dall'anzianità assicurativa (67 anni per i nati dal 1955 in poi), oppure prima di tale età in caso l'interessato cessi la propria attività lavorativa.

2 - Pensione d'invalidità di vedovo/a invalido/a

La pensione d'invalidità di vedova o di vedovo è erogata dalle casse primarie di assicurazione malattia al coniuge superstite di assicurato titolare di pensione d'invalidità o di vecchiaia, o che era suscettibile di usufruire di tale prestazione.

Per poter accedere a tale pensione, il coniuge superstite deve avere almeno 55 anni e presentare un'invalidità permanente che riduce di 2/3 la sua capacità di lavoro o di guadagno.

L'importo della pensione è pari al 54% della pensione di cui il defunto era, o avrebbe potuto essere, beneficiario.

Il beneficiario che abbia avuto almeno 3 figli a carico riceve una maggiorazione del 10%.

Tale pensione non è cumulabile con la pensione di reversibilità.

C - Assicurazione decesso

Una somma forfettaria è corrisposta ai familiari dell'assicurato: nella Francia europea ("metropolitana") dalla cassa primaria d'assicurazione malattia e nei dipartimenti francesi d'oltremare dalle casse generali di sicurezza sociale.

Il capitale in caso di morte è erogato in priorità alle persone che risultavano, il giorno del decesso, a carico effettivo, totale e permanente dell'assicurato. Se a carico dell'assicurato risultavano più persone, il capitale è corrisposto, in ordine di preferenza:

  • al coniuge superstite, non separato di diritto né di fatto, o al partner al quale il defunto era legato da un patto civile di solidarietà;
  • ai figli legittimi, naturali, adottivi, affidati;
  • agli ascendenti.

Affinché le persone che erano a suo carico possano usufruire di tale indennità, durante il periodo dei tre mesi precedenti il decesso l'assicurato deceduto deve trovarsi in una delle seguenti situazioni:

  • aver svolto attività subordinata;
  • percepire indennità di disoccupazione;
  • essere titolare di pensione d'invalidità;
  • essere titolare di rendita per infortunio sul lavoro con grado d'incapacità pari o superiore al 66,66%.

Per ogni decesso sopravvenuto dal 1° gennaio 2015 in poi, l'importo dell'assegno in caso di morte, rivalutato annualmente, viene erogato in un'unica soluzione. Il 1° aprile 2018, l'importo è pari a € 3.450.

L'assegno in caso di morte non è soggetto né alla CSG, né alla CRDS, né ai contributi previdenziali, né alla tassa sulle successioni.